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Move To The City, ...Where it all began..
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MOVE TO THE CITY
...Where it all began.





Autore: TeenSpirit. (Me.)
Genere: Commedia.
Rating: PG
Prefazione:
PROLOGO
Quattro ragazzi.
Stessa città.
Stessa scuola.
Stessa vita di tutti i fottuti giorni.
E se tutto cambiasse? …Forse in meglio o in peggio…
Tutto dipende dai nostri protagonisti…


Allora probabilmente questa fanfic qualcuno di voi già la conosce, poichè lo postata in vari forum che poi ho dovuto abbandonare per problemi di scuola..tanto è sempre colpa sua.xD
Comunque ... niente, leggetela e vi avverto che come sempre nelle mie fanfic c'è un'alta presenza di parolacce dato che sono all'ordine del giorno e non posso farne a meno.
:D
Buona lettura ed ecco i primi due capitoli.xD

******

CAPITOLO 1

Riccardo Pov.
Come ogni fottuta mattina, quella fottuta sveglia, suona alle 7 in punto.
Mi alzo dal letto e vado a svegliare mio fratello gemello, nell’altra stanza. Già, ho un fratello gemello, siamo praticamente uguali, è difficile riconoscerci, se non dal carattere. E poi nemmeno tanto da quello, in pratica bisogna conoscerci.
Entro dentro la camera, di mio fratello e comincio a scuoterlo, prima piano e adesso più forte, dato che non si sveglia nemmeno con una cannonata.
Niente da fare.
-Oh, ma vaffanculo!- Gli dico prima di andarmene e sbattere la porta. Vado in bagno e mi lavo la faccia. Cerco di sistemare i miei ricci marroni che puntualmente sono rimasti come stavano tre secondi fa. Rinuncio e mi vado a vestire, mi metto la mia felpa dei Clash, i miei jeans stracciati e le Converse nere.
Mentre passo per il corridoio sbatto contro mio fratello. Ma tu guarda sto coglione…
-Perché non mi hai svegliato?- Mi domanda ancora indormito. Fateme sta zitto per carità.
Mi limito a guardarlo male, e scendo di sotto dove, c’è nostra madre che come al solito ha sempre la stessa espressione scocciata. Da quando nostro padre se n’è andato con la sua amante ha avuto sempre questa espressione.
-Quando pensi di tagliarti quei capelli? Sembri un barbone…- Mi dice con tono rimproveratorio. Sbuffo, ormai sono abituato, me lo dice ogni santo giorno.
-Il giorno del mai e l’anno del poi…- Rispondo aprendo il frigo, per prendere il latte.
-Sei come quel coglione di tuo padre.- Sbatto il bicchiere sul bancone.
-E tu sei una grandissima rottura di coglioni!- Mio fratello è appena sceso dalle scale e ci osserva confuso.
-Non ci sono a pranzo e a cena, quindi cavatevela da soli.- Dice nostra madre alzandosi e salendo le scale.
La seguiamo con lo sguardo finche non scompare, poi mio fratello fa spallucce e si prepara una tazza di latte e cereali. Bah, contento lui.
-Avete litigato di nuovo?- Domanda sedendosi al bancone.
-Sì, continua a paragonarmi a nostro padre e non le sta bene mai un cazzo.- Dico prendendo lo zaino. Certo, perché anche oggi ci aspetta una bellissima giornata di scuola.
Finito di mangiare, anche Matteo prende lo zaino e ci avviamo fuori casa. Ah, già. Non avevo detto il nome di mio fratello…beh, è quello. Soprannominato anche Matt.
Arriviamo a casa di Simone, che è non lontano casa nostra e lo troviamo già seduto sulle scale ad aspettarci.
-Finalmente!- Esclama appena ci vede, affiancandoci.
-Problemi di percorso…- Dico ridacchiando. La famiglia e la scuola sono un disastro nella mia vita, anzi nostra, aggiungendo mio fratello. Gli unici che mi fanno sorridere sono i miei amici, mio fratello e la mia musica. Ovviamente ho anche successo in amore, solo che nessuna ragazza mi è mai piaciuta veramente, voglio dire, quelle sono ochette che mi vengono dietro solo per fare le fighe, per dire in giro: io sto con un rocker. Che poi, è vero ascolto musica rock e suono la chitarra elettrica, ma non necessariamente sono un rocker. Quelle ragazze servono solo a perdere la verginità e poi, te ne puoi sbarazzare, come è già successo a tutti noi. E’ vero, potrei sembrare un grandissimo bastardo, ma stare con una bimba minchia che va pazza per quegli esseri chiamati: Tokyo Hotel, mi dispiace ma è un affronto alla mia natura. E se tu dai corda a queste, sei condannato a vita, perché ti seguiranno, ti staranno appiccicate come le piovre.
Camminiamo ancora per un po’, poi ci fermiamo a prendere il nostro fantastico quarto: Michele soprannominato Mik. Che fantasia eh?!
Ringraziando Dio, siamo tutti vicini di casa e ci riuniamo per le prove nel garage di Simo.
Io alla chitarra solista, Matt alla batteria, Mik canta e suona il basso e Simo chitarra ritmica.
Non siamo molto famosi, anzi quasi per niente, solo nella nostra piccola cittadina, cazzuta.
Abitiamo a Belleville, piccola cittadina, dove non c’è un cazzo, 17 anni vissuti in questa merdosità. Grazie a Dio, l’anno prossimo ce ne andremo e tanti saluti.
-Ragazzi, oggi Ricky non ci ha ancora deliziato con nessuna delle sue solite cazzate, che è successo?- Domanda Mik distogliendomi dai miei pensieri. Alzo lo sguardo, dato che stavo guardando per terra, e sorrido innocentemente.
-Stavo pensando…- Rispondo vago. Già, mi stavo facendo delle inutili seghe mentali.
Mentre mio fratello mi guarda con l’espressione di uno che la sa lunga.

Matt Pov.
Oh, fratellino, so benissimo cosa ti turba. L’unica differenza tra di noi è che io sono un grandissimo bastardo menefreghista, mentre qualunque torto fai a Ricky, gli rimane dentro, trasformandosi in rabbia repressa. Tu senti che ragionamento, intelligente che ho fatto. Sono fiero di me stesso.
E talvolta questo “torto” lo turba profondamente, e lui lo copre ridendo, scherzando o facendo cazzate. Ma, va a giorni, per esempio oggi non ci è riuscito.
Arriviamo a scuola e subito quei frogi della squadra di calcio ci squadrano. Non so perché ma gli stiamo un sacco sulle palle, ma mi verrebbe voglia di fargli uno scherzo con i fiocchi.
-Ehi, ragazzi. Oggi quelli c’hanno allenamento?- Domando facendo un cenno con la testa.
-Certo, quei frogi si allenano notte e giorno. Perché?- Risponde Simo con disprezzo.
-Perché ho in mente uno scherzo grandioso…- Dico fiero di me stesso.
Mio fratello mi guarda con occhi adoranti, anche gli altri due.
-Spara…- Mi incita.
-Mentre i signorini sono a farsi la doccia, noi entriamo e gli rubiamo tutti i vestiti, le tute e gli asciugamani, e dato che il prof è così pignolo vorrà sicuramente che entro un tot di tempo usciranno fuori…peccato che loro sono senza vestiti e realizzeremo il sogno proibito di tutte le ragazze dell’istituto…- Ampi sorrisi si aprono sulle facce dei miei complici.
-Fratello, ti avevo sottovalutato!- Dice Ricky dandomi una pacca sulla spalla. Dovrei prenderlo come un complimento?! Mh…boh.
Arriviamo ai nostri armadietti e, dato che sono tutti vicini, cominciamo ad organizzare un piano che è il seguente. Dato che quella troia della preside, dopo il primo anno, ci ha voluto spostare tutti in classi diverse, persino io e mio fratello! Comunque mentre quelli si fanno la doccia, noi ci inventiamo qualche scusa per uscire dalla classe, materia in cui siamo esperti, e ci ritroviamo davanti alla palestra. Entriamo rubiamo tutto quello che possono usare per coprirsi e lo nascondiamo da qualche parte…potremmo usarli come bandierine…carine!
Però no, dunque Mik e Ricky vanno all’altoparlante e diranno qualcosa del tipo: prova di evacuazione. Quelle cose lì…e siccome tutti hanno l’obbligo di uscire…dovranno farlo anche loro e saranno smerdati davanti tutto l’istituto. Che genio, che sono.

CAPITOLO 2

Simo Pov.
Che il piano abbia inizio…
Entro dentro la mia classe e mi siedo all’ultimo banco, giusto per farmi una dormitina durante l’ora di fisica.
Puntualmente, come ogni santissimo giorno, arriva quella rottura di palle di nome: Ashlee.
Avete presente la tipica capo cheerleader con la vocina stridula e il cervello di un macaco?
Ecco, lei è la fotocopia. Certo, non è assolutamente brutta, per carità, è molto bella se non fosse per il fatto che o è stupida o ci fa. Sarebbe la ragazza perfetta: né troppo alta né troppo bassa, al punto giusto insomma, magra, bionda e gli occhi verdi. La tipica ragazza che fa sbavare metà dei maschi in questa scuola…
-Ciao, Simo!- Dice sedendosi e facendo “ciao” con la mano. Raccolgo tutte le mie forze per evitare di mandarla a quel paese e sfoggio uno di quei miei sorrisi finti che mi riescono tanto bene.
-Ciao, Ashlee…- Rispondo gentilmente. Ma chi me lo fa fare?! Ve lo dico io, gente come questa a volte nella vita può essere utile.
-Hai fatto qualcosa ai capelli? Ti stanno meglio del solito…- Eccola, che fa la civetta. Cristo Santo, possibile che me le trovo tutte io?!
-Ehm, no. Sai, li ho pettinati…- Rispondo sconcertato. Siccome ho i capelli un po’ lunghetti e mossi, sai pettinarli è d’obbligo altrimenti sembrerei un porco spino.
E lei che risponde con quel solito sorrisino da deficiente. Certo, la gente così c’è solo da compatirla.
Sta per domandare qualcosa, ma vengo salvato dall’entrata della prof che si siede dietro la cattedra pronta a consegnarci i compiti.
La prima è ovviamente, la secchiona di turno. La signorina-tu-mi-stufi Cazzy…ehm…volevo dire Cassy.
E come di consuetudine un’altra A si aggiunge alle altre 700, di tutto l’anno scolastico.
-Signor Gallagher.- Dice la prof attirando la mia attenzione. –Che cos’è questo? Uno scherzo?-
Domanda la prof scettica e dandomi il compito in classe con un bellissimo “Non Classificato”. La professoressa di fisica, la persona più pignola che abbia mai visto in vita mia. La tipica signora che all’apparenza può sembrare tanto buona ma in realtà è un diavolo scatenato; bassa e non molto magra, porta sempre i tipici maglioni larghissimi della nonna, con delle orribile gonne che arrivano poco più giù del ginocchio, che hanno colori così smorti e spenti che ti viene voglia di farti una flebo ogni volta che la vedi. E poi non sa spiegare, cioè io non sto mai attento alle lezioni e sinceramente me ne frego di quello che dicono, ma quelle poche volte che ho ascoltato qualcosa non c’ho capito una mazza, sarò stupido ma qui l’unica che prende un voto fatto per bene è solo Cassy, gli altri arrivano a malapena alla sufficienza. Per me è come un sonnifero, ogni volta che inizia a spiegare qualcosa, mi viene un inspiegabile sonno, ma quel tipo di sonno che non riesci proprio a tenere gli occhi aperti e sbadigli in continuazione. Funge da sedativo…
-E’ un compito.- Rispondo ovvio.
-Non è il momento di scherzare, hai consegnato il compito in bianco con una mosca schiacciata sopra. Ti sembra normale?- Trattengo a stento le risate. Mentre gli altri non ci provano nemmeno e sghignazzano.
-Eh, prof. La mosca mi girava intorno e mi deconcentrava e dato che non avevo niente con cui ucciderla, ho usato il foglio. Quindi in teoria non è proprio “bianco”.- Rispondo risoluto. Mi sembra un’ottima scusa questa. La prof mi guarda malissimo. Avete presente nei cartoni animati, il toro incazzato a cui esce il fumo dalle orecchie? E’ uguale…
Sta per ribattere ma bussano alla porta. E sono già stato salvato due volte…
-Avanti!- Dice seccata la prof. E spunta la testina di quel genio di Ricky. Dovrò ricordarmi di erigere una statua in suo onore un giorno.
-Scusi, prof,- Inizia entrando…- Mi serve un attimo, Simone per il nostro progetto di scienze a cui dobbiamo lavorare…- Dice guardandosi intorno, mentre Ashlee appena lo vede si scioglie, letteralmente. Ha avuto sempre una cotta per lui e per me. Quindi o uno o l’altro. Questa è la sua politica, povera ragazza.
-Che progetto?- Domanda scettica la prof, per vedere se sta mentendo.

Ricky Pov.
-Che progetto?- Mi domanda la strega. Brutta troia cazzuta. Mi vuole mettere alla prova. Merda, merda, merda e ancora merda! Mi guardo attorno cercando aiuto e guardo Simo che mi fa i segnali di fumo. Sto ragazzo, non è normale.
-Ehm…u-un progetto…s-sulle malattie che possono portare le mosche.- Dico sorridendo innocentemente. La prof mi guarda scettica. Ma questa c’ha sempre la stessa espressione!?
-Mh, d’accordo. Puoi uscire…- Dice rivolta a Simo, che prende baracca e burattini ed esce con me al seguito. Appena chiudo la porta, scoppia in una fragorosa risata. Mentre io lo guardo sconcertato…
-Ma sei scemo?- Domando, sempre perplesso.
Dopo due minuti buoni di risate, si ferma e sospira.
E comincia a raccontarmi la storia della mosca spiaccicata sul compito, al che comincio a ridere anche io.
Sembriamo due coglioni…e magari, lo siamo, anche.
-Ok, basta. Facciamo i seri. Matt e Mik?- Domanda Simo, tornando serio.
-Matt ha fatto finta che gli usciva il sangue dal naso, usando una bustina di ketchup, ora è in infermeria.- Rispondo cominciando a camminare verso la palestra.
-Dove cazzo l’ha trovata una bustina di ketchup?- Chiede shoccato.
-Non ne ho idea. Comunque Mik è ancora intrappolato in classe perché la scusa dell’indigestione di fagioli, non ha funzionato.- Dico, fermandomi e incrociando le braccia.
-Indigestione di fagioli? A volte penso che non è molto intelligente…- A volte?! Lo guardo strano…
-Ok, quasi sempre.- Si corregge subito, dopo aver visto il mio sguardo. Annuisco, stavolta sono d’accordo.
Arrivati davanti alla palestra ci appoggiamo al muro per aspettarli, intanto ci fumiamo una sigaretta.
Dopo qualche minuto, eccoli che arrivano. Anzi eccolo, c’è solo mio fratello.
-Tutto pronto?- Gli domando e annuisce contento.
-Mik è agli altoparlanti pronto per dare l’annuncio. Facciamo quello che dobbiamo fare e poi gli facciamo uno squillo.- Buttiamo via le sigarette e entriamo negli spogliatoi, dove i ragazzi si stanno facendo la doccia e in pochissimo tempo siamo fuori con montagne di vestiti.
-Cazzo, questi sono peggio delle ragazze. Quanta roba c’hanno!- Esclama Simo.
Andiamo nello sgabuzzino della scuola e ci ficchiamo tutto. Appena ci giriamo ci troviamo faccia a faccia con il bidello. Oh, merda. Sgamati in pieno.
-Dobbiamo sbarazzarcene…- Mi dice mio fratello in un orecchio. Annuisco. Ci avviciniamo a lui che sgrana gli occhi e chiudiamo anche lui nello sgabuzzino. Vi chiederete: ma perché diavolo ve la siete presa con questo poveretto? La risposta è semplice, poteva fare la spia. Certo, perché dovete sapere che i bidelli sono degli spioni-leccaculo che cercano, appunto, di fare i lecchini con la preside. E poi lo facciamo anche per puro divertimento, la scuola è una noia, dobbiamo divertirci in qualche maniera. Abbiamo ancora un anno di inferno qua…inferno per i professori, ovviamente.
Simo fa lo squillo a Mik e corriamo subito di fuori, per goderci la scena.
Dopo neanche due minuti, ecco la voce di Mik dall’altoparlante: Attenzione, attenzione: evacuare immediatamente l’edificio. Ripeto, evacuare immediatamente l’edificio.
Dice concludendo, e subito i professori in panico che girano per l’istituto, chiedendo cosa è successo. Poi ecco Mik correre verso di noi.
-Cosa mi sono perso?- Domanda ancora con il fiatone.
-Per ora niente…hai una telecamera?- Domando ridacchiando.
A poco, a poco tutti gli studenti escono dalla scuola, guardandosi intorno spaventati e sorpresi, e il professore di ginnastica corre verso gli spogliatoi.
-Ragazzi! Uscite immediatamente!- Urla.
-Non possiamo! Non abbiamo i vestiti!- Rispondono di rimando. E qui scoppiamo tutti e quattro a ridere. Mentre tutti ci guardano straniti. Chi se ne frega, se ci sgamano, questo è uno scherzo con i fiocchi. C’è da goderselo, cazzo.
-Uscite o vi sospendo tutti!- Continua il prof ed eccoli uscire, rossi come il pomodoro con le mani davanti per coprire le loro vergogne.
Si può morire dalle risate?! Sto piangendo per quanto rido. Le ragazze che fanno urletti di ammirazione e il professore shoccato. Questi sono momenti che non si dimenticano facilmente.
-Gli studenti: Riccardo Simmons, Matteo Simmons, Simone Gallagher e Michele Barker sono convocati in presidenza, immediatamente!- Ci osserviamo tutti un momento e poi ci avviamo verso l’entrata, passando davanti ai ragazzi.
-Siete stati voi! Brutti bastardi!- Ci urla dietro uno e indicandoci. Al che ci fermiamo e ci giriamo.
-Bel pacco, amico.- Risponde mio fratello, indicandolo dato che aveva levato le mani da lì davanti.
-Hai realizzato il sogno proibito di tutte queste ragazze.- Continua Mik, ridacchiando. Mentre questo se è possibile diventa anche più rosso di prima.
Arriviamo in presidenza e appena entriamo, troviamo il bidello ancora shoccato per il nostro trattamento. Ecco chi ha fatto la spia…
Ci sediamo e “ascoltiamo” la ramanzina della preside finche una frase non attira la nostra attenzione e sgraniamo tutti gli occhi…
“Abbiamo convocato i vostri genitori…”
Merda…

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La Route 66 è libertà di viaggiare attraverso spazi sterminati, non importa per arrivare dove, ma certi di aver sempre qualcosa di nuovo da scoprire, curva dopo curva...
[Cit.]


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CAPITOLO 3

Mik Pov.
Oh merda, merda, merda! Sono fottuto! Fottutamente fottuto!
C’è mia madre, la madre di Simo e quella di Matt e Ricky ed hanno tutte e tre una faccia da far paura persino a un morto.
Noi quattro ci guardiamo preoccupati e a sentire le parole della preside non la passeremo liscia…porco cane.
-…Quindi abbiamo pensato, parlando con gli insegnanti, di fargli fare delle lezioni extra di fisica, dato che nessuno dei quattro, mi sembra abbastanza brillante in materia. E poi, dato che la scuola ne ha bisogno, fare dei servizi, per esempio pulire il cortile o staccare le gomme da sotto i banchi…- Dice incrociando le mani. Ma…porca vacca! Stiamo scherzando?! Noi…pulire?! Ma fatemi il favore…non lo farò mai e poi mai, nemmeno sotto tortura.
Oppure si?! Dall’espressione di mia madre, credo proprio di sì. Che coglioni…

Matt Pov.
Lavori extra-scolastici?
Oh, che coglioni, preferivo la sospensione.
Durante il tragitto scuola-casa, mamma non ha detto una parola. Comincia a spaventarmi.
-Sedetevi sul divano.- Dice fredda, come un ghiacciolo, appena varchiamo la soia di casa. Ok, non sono uno di quelli che si caga addosso per queste stronzate, ma vi assicuro che mia madre in questo momento farebbe gelare il sangue a chiunque.
Io e mio fratello, ci sediamo con la stessa espressione, un misto tra il preoccupato e lo spaventato.
Nostra madre ci segue, prende una sedia e si mette di fronte a noi. Siamo fottuti.
-Posso sapere, cosa diavolo vi è preso?- Domanda calma, troppo calma. Io e mio fratello ci scambiamo un’occhiata e, constatando, che non abbiamo nessuna scusa plausibile, ce ne stiamo in silenzio abbassando lo sguardo.
-Ci mancavate anche voi con i problemi di scuola, non bastano quelli che abbiamo già in casa? Vi ci mettete anche voi? Cosa ho sbagliato con voi?!- Ecco, ora è incazzata. Mi sembrava troppo calma prima…
Ma mio fratello prende parola…
-Cosa hai sbagliato?! E lo chiedi?! Ti ricordi di noi solo quando facciamo qualche cazzata, a pranzo e a cena non ci sei mai, ti vediamo la mattina e se Dio vuole anche la sera. Ce la siamo dovuta sempre cavare da soli! Dici sempre che è colpa di nostro padre, ma la colpa è anche tua, da quando se ne è andato non hai fatto altro che ignorarci completamente, non ci sei mai e noi stiamo sempre da soli, non sai nemmeno cosa ci piace e cosa ci fa schifo! E poi chiedi cosa hai sbagliato con noi!- Credo che si sia levato un gran peso e devo dire che ha ragione, cazzo! Infatti annuisco dandogli ragione. Nostra madre ci guarda sconcertata, non si aspettava per niente una rivelazione del genere. Poi lentamente si alza e si avvicina…oddio, questa c’ammazza! Non ho fatto nemmeno il testamento, sono troppo giovane per morire!
E invece ci abbraccia…sono sconcertato, non me l’aspettavo proprio. Poi comincia a singhiozzare…oddio, odio vedere la gente piangere!
-Mi dispiace ragazzi, davvero, non mi ero mai accorta di niente di tutto ciò. Perdonatemi, sono stata una madre pessima!- Ricambiamo l’abbraccio.
-Non ti preoccupare, sei ancora in tempo per rimediare.- Le dico e mio fratello annuisce. Nostra madre, si asciuga le lacrime e si risiede nella sua sedia.
-Che ne dite, se ordiniamo una pizza e facciamo una bella chiacchierata?- Domanda entusiasta.
-Certo!- Risponde mio fratello, prendendo in mano il telefono.
Si prospetta una serata interessante…

Simo Pov.
-Ti sei bevuto il cervello? Potevano sospenderti!- Mi urla mia madre mentre prepara la cena.
-Potevano, ma non l’hanno fatto. Devo solo fare lavori extra-scolastici e poi quelli se lo meritavano, ci hanno sempre preso di mira senza motivo, questa è la nostra vendetta!- Rispondo ovvio e mia madre sbuffa.
-Ok, come vuoi tu. Resta sempre il fatto che non siete normali…ah, prima ti cercava una ragazza…- Eh?!
-Una ragazza?!- Domando dubbioso.
-Sì, era bionda, alta. Ti cercava…- Ma chi madonna è?! Ah sì, forse era Ashlee. Vedete?! Una piovra…adesso viene anche a cercarmi a casa. Santa miseria…
-Boh, se era importante ritornerà.- Dico sedendomi dato che è pronta la cena.
Mah…

Ricky Pov.
La mattina seguente, eccoci qui di nuovo a scuola, sotto lo sguardo odioso dei nostri cari compagni. Poveri ragazzi…
Facciamo le nostre solite ore noiose di lezione e poi ci tocca rimanere qua. Che due palle!
Il bidello ci ha riuniti nella sala mensa per parlarci del nostro lavoretto.
-Ragazzi, quest’oggi avete il compito di pulire il cortile della scuola, tutto il cortile. Vi metterete delle belle casacche arancioni e prenderete i bastoncini e leverete tutte le cartacce dal cortile.- Conclude con un sorriso sulle labbra. Te pigliasse…
Detto ciò, si alza e ci mostra lo sgabuzzino, poi se ne va.
-Forza, prima finiamo, prima ce ne andiamo…- Dico cercando di incoraggiarli dato che guardano i nostri “attrezzi” come se fossero cose mai viste. Mi viene quasi da ridere a vedere le loro espressioni.
Ci infiliamo le casacche, prendiamo i “bastoni” e usciamo in cortile
Ci siamo divisi il lavoro, ognuno di noi fa una parte del cortile così finiamo prima. Comincio a raccogliere le cartacce…cazzo, ma sti ragazzi ci buttano di tutto per terra, che cavolo!
Sto raccogliendo su di tutto, persino i libri ci sono per terra…libri di scuola, quindi si può ben capire quanto è apprezzata. Bah…
Mentre pulisco, noto una ragazza che legge un libro sotto l’albero, anzi studia. Non l’ho mai vista nella mia scuola, oppure non ho mai fatto caso a lei, il che è molto probabile dato che sono sempre circondato da quelle ochette rompiscatole.
Mi avvicino a lei, dato che devo pulire anche là.
-Ehm, scusa, puoi postarti, che dovrei pulire…- Chiedo gentilmente, alza lo sguardo e si leva le cuffie dell’ Ipod, poi capisce e si alza.
-Sì, scusami. Ehi, ma tu non sei uno di quelli che hanno fatto lo scherzo?- Domanda sedendosi sul muretto accanto all’albero.
-In persona!- Rispondo fiero. Ti dà un senso di soddisfazione sapere che la gente ti conosce per una cosa del genere.
-Stai scontando la tua pena?- Domanda ridacchiando e indicando il bastone con il sacchetto.
-Già. Cazzo, preferivo essere sospeso…- Rispondo buttando il sacchetto per terra, dato che ho finito di pulire.
-Sai, vi stimo. Finalmente qualcuno con le palle in questa scuola!- Dice.
-Come ti chiami?- Domando curioso. Finalmente una che non è ochetta come le altre, Dio sia lodato, esistono anche delle ragazze intelligenti in questa cavolo scuola.
-Silver.- Risponde. E’ molto carina, un po’ più bassa di me, capelli neri che arrivano poco più giù delle spalle e scalati, occhi grigiastri – azzurri.
-Riccardo ma chiamami Ricky.- Rispondo porgendole la mano che stringe. –Non ti ho mai vista in giro per la scuola…- Continuo con tono indagatorio.
-Già, beh, non sono una di quelle che si fanno notare da tutti, non sono nemmeno timida. Semplicemente non mi faccio notare.- Risponde facendo spallucce. Annuisco, ora capisco.
-Ehi, Ricky!- Sento urlare mio fratello dall’altra parte del cortile.-Dobbiamo andare a pulire i cessi!- Continua sempre con la sua grazia di un porco e mi fa cenno di andare.
-Oh, che schifo!- Commento tra me e me. Ma perché proprio i cessi?!
-Quello è la tua fotocopia…- Dice Silver un po’ shoccata.
-E’ mio fratello gemello.- Rispondo annuendo.
-Ah.- Risponde sempre con la stessa espressione.
-Beh, i cessi chiamano. Conto di rivederti in giro, eh…- Dico andando e salutandola.
-Contaci e buona fortuna.- Risponde ridendo.
Raggiungo mio fratello e andiamo dai nostri tanto amati cessi.


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CAPITOLO 4

Matt Pov.
Dopo due ore a pulire cessi, abbiamo finalmente finito.
-Dio, che schifo…- Commenta Simo, levandosi con espressione schifata i guanti.
Sembra una donna, ah, a proposito di donne…
-Senti un po’,- Comincio rivolgendomi a mio fratello.-Ma chi era quella ragazza con cui parlavi prima?- Domando ammiccando mentre lui fa una faccia da scocciato.
-Era solo una ragazza che ho incontrato mentre pulivo.- Risponde sempre con il tono scocciato.
-Come si chiama?- Domando. Ok, io sono una persona molto curiosa, e poi è mio fratello e a me deve dire tutto.
-Silver.- Interessante.
-Mmh, ti piace eh?! Dì la verità al tuo fratellone!- Dico, sempre ammiccando.
-Ma, deficiente, la conosco da due ore come pretendi che mi possa piacere una persona con cui ho parlato meno di 10 minuti?! E’ solo diversa dalle altre ochette sfrangi coglioni che girano qui a scuola…- Dice esasperato intanto Mik si è svegliato dal suo stato di trans.
-Aspetta, aspetta! Ragazza? Dove?- Possibile che non capisce mai un cazzo?!
-Niente Mik, niente.- Dice Ricky dandogli una leggera pacca su una spalla.
-Cambiando discorso,- Si intromette Simo. –Proviamo oggi pomeriggio? Cioè…quel che ne resta…- Domanda cominciando a camminare verso l’uscita seguiti da noi.
-Sì, certo.- Rispondiamo in coro.
Quando usciamo, vediamo una ragazza mora che parla con uno di quei frogi a cui abbiamo fatto lo scherzo dei vestiti, vi ricordate quello che ci ha puntato il dito e ha scoperto le sue vergogne?! Esattamente, proprio lui. Ricky si ferma di colpo e ci giriamo verso di lui.
-Quella è la ragazza…- Dice facendo un cenno.
-E perché mai dovrebbe parlare con quello?- Domanda Simo sconcertato.
-Non ne ho idea, ma facciamo finta di niente.- Dice riprendendo a camminare ma facciamo in tempo a fare 3 passi che subito quello ci nota.
-Ehi, ehi. Guarda chi si vede…i fantastici 4 coglioni che si divertono a fare gli scherzetti…- Dice venendo verso di noi e fermandosi davanti a noi, seguito da Silver immagino, che lo guarda preoccupata.
-Cazzo vuoi?- Domanda Simo incrociando le braccia. Il signorino ci guarda con aria strafottente e fa una risata sarcastica che, secondo me, è molto da deficiente più che sarcastica.
-Voglio solo la mia vendetta brutto bastardo…- Dice avvicinandosi con aria da maniaco. Silver si fa più preoccupata e cerca di fermarlo ma lui le da una spinta e la fa cadere a terra. Oh, merda le cose si fanno più serie di come l’avevo prevista, infatti adesso entra in scena Ricky.
-Ehi…- Dice mettendosi tra Simo e l’innominato, dato che non conosco il nome.
Ma sto frogio gli dà un cazzotto in piena faccia e Ricky indietreggia di qualche passo, poi si scaglia letteralmente addosso a lui seguito da Simo. Se non ci fosse mio fratello e il mio migliore amico nella rissa mi metterei a ridere. Intanto Mik è andato ad aiutare Silver che appena si alza va dall’innominato.
-Dan! Smettila!- Gli urla, mettendosi tra Ricky e Dan, credo. Che si calmano nel frattempo Simo è sparito…ma che cazz…dove minchia è andato?
-Dove cazzo è Simo?- Domando a Mik, che fa spallucce.
Lo prendo per un braccio e andiamo a cercarlo.

Ricky Pov.
Ma che cazzo! Brutto cazzutissimo frogio! Mi ha spaccato uno zigomo, glie pigliasse…
-Che cazzo ti sei messo in testa di fare?- Gli sta urlando Silver. Non capisco ancora cosa c’entri lei con tutto questo. Intanto ho il sangue che esce dappertutto.
-Quel frogio mi è saltato addosso!- Sbraita, sembra una donna anzi è peggio. Ho ragione quando dico che è un frogio.
-Cazzo vuoi, sei tu che mi hai spaccato lo zigomo o sbaglio?!- Dico mostrandogli la mano insanguinata.
-Basta!- Urla Silver esasperata. –Smettila e vattene a casa, altrimenti dico a nostra madre delle tue salate a scuola…- Dice a Dan che la guarda un attimo poi se ne va imprecando. Aspetta! Nostra madre?! Sono fratelli?! Questa sì che è una sorpresa.
-Quello è tuo fratello?!- Domando shoccato. No no, non è possibile.
-Sì, purtroppo. Ehi, mi dispiace per il cazzotto…- Dice avvicinandosi.
-Non ti preoccupare passerà…- Non ne sono molto sicuro, Silver sorride e mi prende per un braccio trascinandomi dentro la scuola.
-Vieni…- Dice soltanto. Mi trascina fino al bagno delle donne.
-Perché mi hai portato nel bagno delle donne?- Domando fermandomi davanti alla porta.
-Per curarti la ferita.- Dice ovvia.
-Nel bagno delle donne?- Continuo sconcertato.
-Sì, nel bagno delle donne. Adesso entra!- Risponde esasperata mentre sghignazzo.
Il bagno delle donne è…è…mostruoso. Voglio dire, niente di male eh, però c’è il sapone, la carta profumata e persino la valigetta per le medicazioni. Per carità a noi maschi non serve carta profumata e robe del genere, ma non è giusto! Silver sta prendendo il disinfettante e del cotone.
-Cos’è quella faccia? Hai paura del disinfettante?- Domanda osservandomi.
-Eh?!...No no, perché voi avete il bagno più bello del nostro?- Domando shoccato. Sembro un bambino di 5 anni, ma non è giusto cazzo! Silver mi guarda prima sconcertata poi si mette a ridere.
-Dai siediti…- Dice, eseguo l’ordine e mi siedo sul bancone…si chiama così?! Vabè, sul bancone vicino al lavandino. Lei si avvicina e comincia a tamponarmi la ferita. Cazzo, brucia.
Dopo un minuto, smette e lo butta via.
-Bene, adesso devo cucirti la ferita con l’ago…- Dice tranquillamente mentre io sgrano gli occhi. Cosa?! Stiamo scherzando?! Con l’ago?! Mi guarda un attimo poi scoppia a ridere.
-Cristo Santo mi hai fatto prendere un infarto, Silver…- Dico mettendomi una mano al petto.
-Dovevi vedere che espressione avevi…- Dice tra una risata e l’altra.
Quando usciamo dalla scuola vedo Simo con un piede di porco in mano che sbraita contro Matt e Mik. Sto ragazzo c’ha un sacco de problemi…Silver lo osserva divertita.
Ci avviciniamo a Matt e Mik che lo osservano perplessi.
-Simo, per quale motivo al mondo hai un piede di porco?- Domando indicandolo. Lui lo osserva un attimo poi lo lancia via.
-Storia lunga…- Dice facendo finta di niente.
-Vabbè, comunque lei è Silver…- Dico indicandola, mentre lei fa un sorriso e si presenta agli altri.
-Scusate per mio fratello, è un grandissimo coglione.- Matt sgrana gli occhi, cazzo, siamo proprio gemelli, facciamo anche le stesse espressioni.
-Quello era tuo fratello?- Domandano Simo e Mik sconcertati.
-Già, purtroppo.- Risponde e poi guarda l’orologio. –Ehm, scusate ragazzi ma devo andare a casa…- Dice salutandoci, ricambiamo il saluto e poi se ne và.
-Adesso tu mi spieghi la storia del piede di porco…- Dico prendendo sotto braccio Simo e avviandomi verso casa seguito da Matt e Mik.

Bon, bon. Eccolo il quarto capitolo dove entra in scena Silver...uhuhuh..scoprirete più avanti tutto quelo che volete sapere su di lei.
Comunque, commentate anche se questo capitolo non mi soddisfa molto. XD
A voi la parola..

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Capitolo kilometrico..=)

CAPITOLO 5-Fuckin' Flies Diseases!

Ricky Pov.
Driin driin
Ma chi cazzo ha inventato le sveglie? Perché poi ha dovuto inventarle? Che bisogno ne aveva? Voleva far smadonnare tutti gli esseri umani presenti sulla faccia della terra di prima mattina? Beh, se questo era l’intento, c’è riuscito in pieno.
Bene, dopo il monologo mattutino, mi alzo e come di consuetudine vado a svegliare mio fratello.
Ma come cavolo dorme questo? I piedi sul cuscino e la testa alla fine del letto, non è normale ma come c’è arrivato a questa posizione?! Bah.
-Matt, svegliati…dai alzati…- Dico scuotendolo e lui di tutta risposta mugugna un insulto. Ah, la vuoi mettere su questo piano?! Bene, adesso ci penso io, brutto essere.
Vado di sotto e prendo una pentola.
-Ricky, tesoro, che stai facendo?- Chiede mia madre perplessa, mentre sta seduta sullo sgabello vicino al bancone e sorseggia il suo caffè.
-Vado a svegliare il mio caro fratellino…- Dico con un tono diabolico mentre riempio la pentola d’acqua. Mamma è sempre più perplessa e aggiungerei anche preoccupata.
-Non voglio sapere che cosa ci farai con quella pentola piena d’acqua.- Forse è meglio non saperlo.-Prima che vai incontro alla morte, posso sapere cosa hai fatto allo zigomo?- Domanda tranquillamente. Oh, cazzo.
-Ehm, ho sbattuto contro lo scaffale nella mia camera…- Grandissima cazzata.
-Sei un disastro. Ma…che mi dici di quella ragazza? Silver…?- Ma come cazzo?! La guardo interrogativo.
-Matt…- Dice semplicemente interpretando il mio sguardo. Ma porca miseria, mai un volta che si tappasse quella boccaccia!
Apro il freezer e tiro fuori i cubetti di ghiaccio. Adesso gli faccio vedere io a quell’essere che mi hanno appioppato come fratello.
Mamma si schiaffa una mano sulla fronte e scuote la testa.
-Siete irrecuperabili…- Si limita a commentare.
-Per questo ci vuoi bene.- Continuo io concludendo la frase mentre lei sospira.
Torno di sopra con acqua e ghiaccio ed entro, facendo il minimo rumore nella stanza di Matt. Appoggio la bustina con il ghiaccio per terra e prendo la pentola, per poi versargli addosso l’acqua.
In meno di 5 secondi ha fatto un salto che se poteva, arrivava al soffitto.
Scoppio a ridere mentre lui si riprende dallo shock.
-Ma che cazzo…RICKY! Ti sei fumato il cervello?- Mi urla fuori di sé. Prendo il ghiaccio e gli lancio anche quello.
-Cazzo, sono sveglio ora!- Sbraita scendendo dal letto.
-Questo era per aver detto a mamma di Silver…- Dopo aver collegato fa un sorriso innocente. Se, innocente un par de palle. Lo guardo malissimo e lui sbuffa.
-Va bene. Siamo pari…- Dice stringendomi la mano in segno di resa.

Arriviamo a scuola ed è pieno di volantini del ballo scolastico di primavera che si terrà questa sera. Il ballo dove noi suoneremo, sì, è squallido, pieno di truzzi e ochette ma il padre di Ashlee, quella che viene dietro a me e a Simo, è un produttore discografico in cerca di nuovi talenti. Quindi ora Simo sta facendo la corte ad Ashlee che è ben disposta a cogliere l’occasione, sbava dietro a lui dal primo liceo quindi potete immaginare.
-Ehi, Simo, là c’è la tua ragazza…- Dico facendo un cenno mentre lui sbuffa.
-Cristo Santo, ricordatemi perché lo faccio?- Domanda sconsolato.
-Perché suo padre è un produttore discografico in cerca di nuovi talenti e potremmo diventare famosi e poi ci vuoi bene ed è troppo divertente vederti alle prese con quella ragazza!- Dice Mik dandogli una pacca su una spalla. Mentre Ashlee che l’ha visto, sta venendo verso di noi con un mega sorriso sulle labbra.
-Ciao ragazzi! Ciao orsacchiotto!- Dice salutandoci con la manina per poi abbracciare Simo.
Tratteniamo a stento le risate perché ha una faccia da funerale. Eh, povero ragazzo…
Più in là, noto una figura familiare…ma certo, è Silver.
-Signori, e signorina, vogliate scusarmi ma devo andare a disquisire con un’altra donzella…- Dico facendo la voce da damerino. Il che mi diverte tanto poiché mi guardano tutti perplessi.
-Perché parli così?- Mi domanda Mik perplesso.
-E poi cosa cazzo è disquisire?- Continua sempre con la stessa espressione, Simo.
-Chiacchierare, Simo, Chiac-chie-ra-re.- Scandisco bene in modo che capisca anche se ha la stessa espressione di prima mentre mio fratello sorride complice.
Dò una pacca sulla spalla prima a Simo e poi a Mik , e raggiungo l’armadietto di Silver.
-Emozionata per il ballo?- Domando appoggiandomi all’armadietto accanto, lei chiude il suo e si gira a guardare me.
-Oh sì, non sto più nella pelle…- Dice sarcastica ridendo e sorrido a mia volta.
-E la cosa diventerebbe più emozionante se ti dico che suonerà una fortissima rock band?! Di cui il chitarrista solista è un figo pazzesco…- Domando con un sorrisetto mezzo diabolico e mezzo fiero.
-Ah sì?! E sarebbe?- Chiede cominciando a camminare verso la sua aula.
-Ma la mia, ovviamente.- Rispondo fiero.
-E il chitarrista figo?- Domanda sempre scettica…
-Ma certamente io!- Continuo soddisfatto. Lei mi guarda un attimo poi si mette a ridere.
-Come sei modesto…Come va lo zigomo?-
-Bene, mia madre pensa che sono andato a sbattere contro lo scaffale in camera.- Dico con un sorriso divertito, al che ride anche lei.
-Beh, io sono arrivata. Ci vediamo stasera allora…- Dice fermandosi davanti alla sua classe.
-Ok. A stasera!- Dico salutandola e tornando dai miei compari.
Ashlee sta ancora appiccicata a Simo che ha sempre la stessa espressione da funerale di prima.
Quando suona la campanella andiamo tutti nelle nostre rispettive classi a sorbirci le ore di scuola.

Simo Pov.
Non solo adesso è la mia “ragazza” e mi sta appiccicata tra una lezione e l’altra ma viene anche in classe con me, porca puttana. E come se non bastasse mi sta di banco vicina, ditemi non c’è tortura peggiore? Dio sia lodato, adesso sta civettando con le sue amiche sul fatto che è riuscita a “conquistarmi”, e non è qui a rompermi le balle.
Ho scoperto anche di andare nella stessa classe di Silver, quant’è piccolo il mondo!
-Gallagher! Venga su!- Mi sbraita la prof distogliendomi dai miei pensieri, sbuffo, mi alzo e vado a vedere che vuole la strega.
-Ho saputo che sta facendo questa ricerca di scienze sulle malattie delle mosche, perché non vuole esporre il progetto alla classe dato che oggi andremo a trattare delle malattie che possono portare gli insetti…- Dice sorridente. Oh, merda. Ditemi che non è vero, e adesso cosa cavolo gli dico a questa?! Pensa Simo, pensa! Fai funzionare quel cazzo di cervello che ti ritrovi santa merda!
-Certamente, ma dovrei chiamare anche i miei compagni, non l’ho fatto solo io.- Questo è il meglio che ti può uscire? Sei un disastro, Simone.
-Giusto, li vada pure a chiamare.- Oh cazzo cane. Esco dalla classe e vado a chiamare Mik e i gemelli. Mi ammazzano, questo è il mio ultimo giorno su questo pianeta.
-Perché ci hai chiamato?- Domanda Matt confuso.
-Beh, ecco io, sono nella merda. La prof vuole che esponiamo il nostro progetto sulle malattie delle mosche.- Le loro espressioni cambiano in tre secondi.
-Cazzo…- Dice solamente Ricky.
-Io non so un cazzo sulle mosche!- Dice Mik in panico. Certo, come se noi sapessimo qualcosa…
-Dobbiamo inventare…- Sentenzia Matt amareggiato.
Quando entriamo la prof fa un sorriso da parte a parte, è diabolica questa prof, è fottutamente diabolica.
-Signori ascoltate!- Dice ottenendo l’attenzione della classe che si gira a fissarci.
-Non mi avevi detto che vai in classe con Silver.- Mi dice Ricky in un orecchio.
-L’ho scoperto stamattina.- Rispondo annuendo.
-Ragazzi, fallimento assicurato.- Dice Mik scuotendo la testa.
-Questi quattro ragazzi hanno fatto un interessantissimo progetto sulle malattie che portano le mosche ed oggi sono qui ad esporlo dato che anche noi andremo a trattare questo argomento. Prego, a voi la parola.- Prende una sedia si mette in mezzo alla classe e ci guarda insieme a tutti gli altri.
Noi ci osserviamo sperando che a qualcuno venga una buona idea, a un certo punto Matt prende parola.
-Le mosche,- Inizia guardandosi intorno in cerca di qualche scusa.-anche se può sembrare strano, sono degli insetti molto pericolosi perché posso portare delle malattie quando si posano sulla pelle dell’uomo. Infatti la pelle assorbe i batteri che portano, e il sangue li trasporta per tutto il corpo.- Dice e poi guarda Mik che continua.
-Sì, infatti, potrebbero portare la malaria.- Ricky gli dà una gomitata.
-Quelle sono le zanzare, imbecille!- Gli dice in un orecchio.
-Volevo dire la mala…- Oh cazzo.
-La malacitosi.- Continuo io, salvandogli il culo.- E adesso Ricky ci spiegherà in cosa consiste.- Dico voltandomi a guardarlo e lui mi lancia un’occhiata che ucciderebbe anche terminator.
-Gia, sì…ehm…sì. La malacitosi è una malattia che può colpire soprattutto nei genitali.-
Tratteniamo a stento una risata. Ma come si fa a sparare cazzate del genere?! Solo noi, ci riusciamo.

Ricky Pov.
Merda. Siamo nella merda.
-La malacitosi.- Continua Simo.- E adesso Ricky ci spiegherà in cosa consiste.- Cosa?! Io? Porco cane, possa cagatte un piccione in un occhio Simò, cazzo!
-Gia, sì…ehm…sì. La malacitosi è una malattia che può colpire soprattutto nei genitali.- E’ la prima cosa che mi è venuta in mente. I disgraziati accanto a me stanno ridendo di nascosto, sti bastardi.
Anche Silver e Ashlee trattengono a stento le risate mentre la prof mi guarda strano.
-E’ molto pericolosa, perché potrebbe far venire infezioni e…- Continua Matt al mio posto ma si blocca dato che non gli viene niente in mente.
-E quindi occorre fare il vaccino.- Concludo soddisfatto per il lampo di genio che alla fine non è poi così geniale.
-Ma ditemi ragazzi, parlatemi un po’ delle mosche, di quello che fanno, come si nutrono.- Dice la prof interessata.
-Dobbiamo passare al piano B.- Mi dice Mik in un orecchio.
-Sarebbe?!- Domando confuso. Si guardano un attimo poi quando la prof non guarda, mi arriva un ginocchiata lì in mezzo e mi vado a coprire lì, per il dolore e mi accascio a terra.
-Prof, la malacitosi!- Urla Simo. Te la dò io la malacitosi, brutto stronzo. La prof intanto è in panico.
-Che facciamo? Che facciamo?- Sbraita camminando in panico, per la classe.
-Non si preoccupi, lo portiamo in infermeria.- Risponde Simo, mentre Mik e Matt mi tirano su dal pavimento e mi portano fuori dalla classe, sotto lo sguardo shoccato dei presenti, che ovviamente avevano capito che in realtà era una ginocchiata nei coglioni!

Matt Pov.
Mentre lo portiamo in infermeria, Ricky ci maledice almeno una settantina di volte in meno di un minuto. Adesso sta seduto sul lettino che ancora sbrontola.
-Su, dai ci siamo salvati il culo ancora una volta.- Dico cercando il lato positivo della cosa, dandogli una pacca su una gamba.
Mi guarda truce, credo che non la pensi come me. Eh, vabbè ognuno ha il suo punto di vista.
-Sì sì, ok. Basta litigare voi due, dobbiamo provare per il concerto di stasera, ricordate? Dobbiamo essere perfetti!- Dice Simo interrompendo lo scambio di sguardi tra me e mio fratello.
-E con perfetti intendi…?!- Domanda Ricky confuso.
-Niente, lascia perde, l’importante è provare.- Risponde. Sembra un manga giapponese, avete presente quando gli scendono le goccioline accanto alla faccia?! Uguale.
Usciamo dall’infermeria e ci fiondiamo fuori dalla scuola, diretti verso il garage di Simo per fare le prove e decidere cosa suonare questa sera.


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CAPITOLO 6

Mik Pov.
-Allora, allora, fatemi capire…concludiamo con questa canzone?- Domando confuso dopo i cento cambi che hanno fatto.
-No, coglione, concludiamo con questa perché c’è il ballo della regina del ballo con il re!- Esclama Simo indicando il foglio.
-Ah, ho capito. Ma questa canzone l’abbiamo provata pochissimo e Ricky canna sempre l’intro.- Rispondo io un po’ preoccupato, mentre Ricky mi fulmina.
-Non è vero, non la sbaglio sempre…solo a volte e poi adesso la proveremo fino allo sfinimento!- Dice indispettito, si alza e si mette a tracollo la sua Gibson Les Paul e l’attacca all’amplificatore mentre noi andiamo nelle nostre postazione.
-Ricordati che inizi tu e quindi dai tu il tempo, ti seguo dopo…- Gli dice Matt facendogli pat-pat su una spalla.
Ricky accorda un attimo la sua chitarra che è perfetta, quella chitarra la tratta come se fosse di inestimabile valore, in effetti ci tiene tanto come io tengo al mio basso e come tutti noi teniamo ai nostri strumenti, ma Ricky è proprio maniaco per queste cose. Toccategli tutto ma non la sua chitarra!
Stavolta l’intro gli riesce perfetta e tutto fila liscio fino alla fine.
-Ma non vi sembra troppo movimentata per un ballo lento?- Domando io, dopo aver finito di cantare.
-E’ una ballad, non dovrebbe…- Risponde Matt un po’ titubante. Mah, se lo dici tu.
Dopo due ore di prove ininterrotte, arriva il momento di andare al ballo, certo sono solo le 7 ma dobbiamo andare la prima per portare gli strumenti e fare un po’ di prove.
Torniamo tutti a casa nostra a cambiarci, abbiamo deciso di vestirci tutti come scolaretti delle elementari, avete presente Angus Young degli AC/DC che si veste sempre con divisa e pantaloni corti? Beh, noi faremo qualcosa di simile, ovviamente a modo nostro.
Non ho pantaloni così corti, quindi mi metto le mutande, quelle simili al costume, sopra una camicia, la cravatta e per concludere il tutto una cuffia, dato che non ho un cappello migliore.
Prendo il mio basso ed esco per andare a scuola cioè al ballo.

Matt Pov.
-Matt dove hai messo il kilt di questo carnevale?- Sento urlare Ricky dall’altra stanza.
-E’ qua in camera mia.- Gli rispondo cercando di sistemarmi questo papillon.
Appena Ricky entra in camera, mi guarda un attimo e poi scoppia a ridere, non una risatina leggera, no, proprio sbudellarsi dalle risate…tanto che si tiene lo stomaco per quanto ride.
-Fratello…- Riesce a dire tra una risata all’altra.-Ti sei accorto di indossare una calzamaglia nera?- Domanda infine per poi rimettersi a ridere.
-Certo, coglione, è il mio costume di scena. Scusa tu ti metti il kilt cosa vuoi?!- Gli rispondo scocciato.
-E’ vero, hai ragione.- Risponde infine tornando serio, prende il kilt e se ne và in camera sua.
Ma tu guarda che fratello…Torno a sistemarmi il papillon che proprio non ne vuole sapere di farsi sistemare così alla fine lo lascio così. Quindi io sarei così: converse, calzamaglia, camicia e papillon mentre mio fratello è: converse, kilt, t-shirt nera con scritto qualcosa tipo: Shut Up, Bitch! e cilindro. Proprio vestito a cazzo e poi non so dove riesce a trovare delle magliette del genere.
-Sembri Slash travestito da Axl Rose…- Gli dico ridacchiando mentre cerca di dare una forma ai suoi capelli, infine sbrontola un insulto ed esce dal bagno.
Prendo le mie bacchette porta fortuna, Ricky la sua amata chitarra e usciamo.

Simo Pov.
Sono in ritardo pazzesco, così mi metto su qualsiasi cosa mi capiti a tiro: dato che ho i pantaloni lunghi faccio un mega risvolto così diventano corti, una camicia molto stile Eddie Van Halen tipo quelle gialle con le striature nere, le converse come sempre e basta.
Prendo la chitarra e via verso la scuola

Quando arrivo ci sono già Mik e i gemelli che provano sul palco.
-Alla buon’ora. Cammina, Sali sul palco!- Sbraita Ricky al microfono. Sentitelo oh, come detta legge! Che svaporato.
Salgo sul palco imbraccio la mia chitarra e cominciamo con tutto il repertorio per un’ora finche non ci avvisano che stanno arrivando gli studenti così scendiamo e andiamo dietro le quinte.
Ricky è completamente in panico, perché ha paura di cannare l’intro della canzone finale, non l’avevo mai visto così, è troppo buffo sembra una donna con le crisi di prestazione.
-Calma Ricky, vedrai che ce la fai, sei il nostro Slash, lui non ha sbagliato mai, ok forse all’inizio sì ma nei concerti era ed è grandioso.- Dice Mik dandogli una pacca su una spalla per incoraggiarlo. Slash è l’idolo di Ricky, ci si rivede molto in lui e se noi gli diciamo che è il “nostro Slash” si tranquillizza, almeno in parte. Può sembrare una cazzata ma funziona.
-Allora ricapitoliamo la scaletta è: Back in black per aprire, Smoke on the water, We will rock you, Sweet Home Alabama, per poi passare al punk quindi Rock the casbah, Anarchy in the UK e Rock N’ Roll High School e infine alle ballad con Human, Crazy e Sweet Child O’ Mine per il ballo della reginetta con il re.- Dico io numerando le canzoni sulle dita della mano.
-Esatto. E se io cannerò Sweet Child mi sotterrerò nel giardino di casa mia, anzi prima uccidetemi poi mi cremate e poi portate le mie ceneri a Slash e gli dite che io ero e sono il suo fan numero uno anche nell’aldilà.- Dice Ricky girando per lo spogliatoio della palestra in panico mentre noi lo fissiamo con un’espressione mista tra perplessa e shoccata.
Sì, il ballo si tiene in palestra e il palco non è molto grande ma sempre meglio del buco dove proviamo sempre noi, almeno qui c’è spazio per saltare e correre qua e là.
-Ragazzi!- Dice entrando il professore di educazione fisica che non appena ci vede rimane un po’ perplesso per come siamo vestiti.- Bei…costumi…- Dice perplesso mentre noi facciamo un sorrisetto innocente anche se Ricky è sempre più in panico.
-Bene, potete salire sul palco, sono arrivati tutti e c’è il pienone.- Esclama entusiasta noi annuiamo e ci riuniamo un attimo tra di noi.
-Ok, ragazzi è arrivato il momento. Dritti alla metà e conquista la preda!*- Dice Mik mentre urliamo insieme un Yeah che mi sa un sacco di bimbominkia però…
Percorriamo il breve corridoio che porta al palco, Matt mentre cammina sbacchetta le sue bacchette sul muro, Mik e Ricky si stanno scolando un bicchiere di birra mentre io sono a capo del branco e che lo show abbia inizio.

Ricky Pov.
Niente panico, ce la puoi fare Ricky…ce la devi fare, cazzo!
Saliamo sul palco e la gente comincia a urlare accompagnate da risate per come siamo vestiti, certo che però questo kilt impiccia, cazzo se impiccia, perché non mi sono messo i pantaloni?
Ci mettiamo alle nostre postazioni e il prof ci presenta. Appena prendo in mano la mia chitarra tutta la preoccupazione sparisce e diamo il via alle danze.
-Ragazzi, buonasera, questi sono i…- Dice fermandosi di colpo e si gira verso di noi, perché non sa il nome della band. Dio Santo, che disastro…
Mi avvicino a lui con la chitarra a tracolla e gli rubo il microfono di mano.
-Senta prof, lascia fare a noi eh…vada a flirtare con qualche altra prof…- Dico scatenando le risate dei presenti mentre il prof mi fulmina. Eh, è vero. I balli scolastici sono un’occasione per i prof per flirtare tra loro, ho detto solo la verità io.
Il prof scende dal palco e io prendo in mano la situazione.
-Come va, ragazzi?- Domando mentre urlano come per rispondere alla mia domanda.-Bene, siete pronti per un po’ di sano rock? Lo spero per voi. Noi siamo i Monday Morning Crises e questa è Back in black!- Urlo mentre Mik riprende la sua postazione e io la mia.
Matt da il tempo con la batteria e io parto con i primi accordi della canzone mentre i ragazzi cominciano a saltare a ritmo di musica.
Mik ha una voce pazzesca, perfetto per imitare Brian degli AC/DC, durante la canzone io e Simo saltelliamo e corriamo qua e la scambiandoci le postazioni o salendo sulla postazione della batteria finche non arriva il mio assolo di metà canzone che mi dà una carica, ragazzi…
Finita questa partiamo subito con la seguente Smoke on the water che è conosciutissima, persino tra i prof che smettono di fare quello che stavano facendo e cominciano a battere le mani a tempo seguiti dopo dagli studenti.
Nel frattempo tra la folla noto Silver, ah alla fine è venuta eh, poi anche come si chiama, non ricordo il nome…ah! Ashlee.
Conclusa questa io e Simo ci fermiamo un attimo per strecciarci, dato che durante la canzone a forse di correre ci siamo incastrati con i fili.
-Ok, gente adesso cantate con noi!- Urla Mik al microfono mentre comincia a battere le mani come introduzione a We Will Rock You seguito subito dagli altri e da noi.
Nel ritornello fa cantare il pubblico mentre noi facciamo il coro sottofondo finche non parto io con l’assolo iniziale. Quanto me gusta sta canzone…
Poi procediamo con Sweet Home Alabama, stupenda anche questa e con essa concludiamo la categoria rock per passare al punk ma prima una breve pausa per bere qualcosa.
-Bene, mentre i nostri chitarristi si rifocillano, io vi presento la band. Allora alla batteria, che ora non c’è e non si sa dove è andato, abbiamo Matt Simmons o semplicemente Matt e il suo gemello in kilt, Ricky Simmons.- Gli alzo un dito medio mentre mi finisco il bicchiere di birra di prima.
-Maleducato come sempre Ricky e infine abbiamo Simon Gallagher detto anche Simo che è sparito insieme a Matt, non voglio sapere cosa fanno quei due insieme…ah no, eccoli di nuovo all’appello. Bene, torniamo seri adesso passiamo al punk e questa è Rock the casbah.-
Cominciamo in contemporanea io e Matt e poi ci seguono Mik e Simo.
Continuiamo con qualcosa di più forte, ovvero Anarchy in the UK dove adesso la gente si scatena a ballare. Sinceramente non so come possano ballare questa canzone però ci provano, vuol dire che piace…
E concludere la categoria punk con Rock N’ Roll High School.
-Ragazzi, questa canzone è dedicata a noi e alla scuola!- Urla Mik lasciando un po’ tutti perplessi perché non capiscono.
E dopo le prime strofe cominciano a battere le mani e saltare.
-E’ arrivato il momento dei balli lenti con le nostre ballad, quindi ragazzi e ragazze, trovatevi un o una partner e via, sulla pista da ballo a ballare sulle note di Human.- Dice Mik dando il tempo a me e a Matt che eseguiamo.
Subito le coppiette vanno in mezzo alla pista a ballare, anche se questa canzone non è molto lenta è comunque bellissima.
Poi è la volta della nostra penultima canzone, Crazy degli Aerosmith che è decisamente da ballare infatti non appena suoniamo le prime note, la pista si popola di coppiette che si scambiano le effusioni mentre ballano.
Finita questa il prof di ed. fisica si fa avanti tra la folla per darci una busta.
-Ragazzi, è arrivato il momento della reginetta e del re, diteli voi i nomi, siete sicuramente più bravi di me.- Dice lasciando la busta e andandosene. Mamma mia, ancora offeso per la storia di prima, troppo permalosi sti prof.
-Vai Ricky, dillo tu.- Dice dandomi la busta. Mi avvicino al microfono e leggo i nomi.
-Bene, dunque, è arrivato il momento che tutti stasera aspettavate, tanti cuori infranti per molte ragazze ma non vi preoccupate vi consoliamo noi…scherzo. Ok, basta sono sicuro che a qualcuno in tutta questa attesa è partito un embolo quindi non facciamolo aspettare ulteriolmente…la reginetta del ballo è…- Non credo ai miei occhi, non è possibile.
-Cassy McDonald!- Urlo mentre una luce la va a illuminare. Cioè la secchiona della classe di Simo?! Accidenti questa si che è nuova.
-Congratulazioni, su, vieni sul palco ad accogliere il tuo re…cazzo, ho sbagliato dovevo dire prima il re poi la regina…vabè è uguale.- Dico scatenando altre risatine tra i ragazzi.
-Il tuo re è…- Apro l’altra busta ed più shoccante della prima.
-Dan Copperman!- Urlo con meno entusiasmo, è il frogio con cui ho fatto la rissa non che fratello di Silver. La luce illumina anche lui mentre gli amici intorno gli danno pacche su pacche sulla spalla. Peggio delle ragazze…
Sale sul palco anche lui mentre Simo consegna le rose e la corona. Che roba…
Scendono dal palco, si mettono al centro della pista e la luce illumina loro mentre aspettano che parte la musica.
Oddio, il panico è tornato e gli altri se ne accorgono. Merda…
-Facciamo un applauso di incoraggiamento a Ricky che deve fare l’intro complicatissimo di una canzone, che prova da stamattina. Su, applaudite!- Urla Mik al microfono mentre gli altri applaudono, io cerco di autocontrollarmi e raccolgo tutte le mie forze. Ci sei solo tu e la tua chitarra, Ricky, nessun’altro.
Faccio un sospiro e comincio, ho una caga di cannare, no ce la farò!
Comincio e tutto fila liscio, come alle prove di oggi. Dio grazie! Grazie!
Matt mi segue senza problemi con il ritmo e anche gli altri e il pezzo iniziale è fatto, adesso mancano gli altri assoli ma il peggio è passato.
Ecco il primo assolo che va liscio come l’olio; questa canzone è adattissima per questo momento, è una vera e propria canzone d’amore e sono fiero di me stesso di essere riuscito a fare alla perfezione questo assolo di Slash.
Anche il secondo assolo va alla perfezione, si può dire che ormai è fatta.
Che serata memorabile, da ricordare senza dubbio.



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CAPITOLO 7-Oh shit, i can't believe it!

Matt Pov.
Torniamo negli spogliatoi per cambiarci perché siamo zuppi.
-Fratello sei stato fantastico!- Esclamo appena entriamo.
-Sì, lo so. Vaffanculo a tutti voi che non credevate che ce l’avrei fatta!- Dice poi frustando Simo con un asciugamano che soffoca un’imprecazione.
-Ok, hai ragione.- Dice in segno di resa.
Ci rivestiamo, più che altro ci cambiamo il pezzo sotto perché non sarebbe proprio il massimo andare là fuori in gonna, calzamaglia o mutande.
-Ricky hai finito di truccarti?- Domanda Mik sarcastico mentre Ricky molto amabilmente gli alza il dito medio.
-E dai, è da mezz’ora che hai da fare con i tuoi ricci…- Continua sbuffando.
-Sto cercando di dargli una forma. Sono informi!- Esclama Ricky indignato nell’osservare i suoi capelli.
-Ricky, i tuoi capelli sono così da quando sei nato, mettiti il cilindro di prima e lasciali stare!- Dice Mik mettendoglielo in testa.-Così ti diverti a giocare a fare Slash.- Riprende ridacchiando.
Usciamo dai camerini, attraversiamo il piccolo corridoio e arriviamo “nell’atrio” dove ci sono tutti gli studenti che chiacchierano, bevono, ballano e flirtano.
-Oh, merda!- Esclama Simo, nascondendosi dietro Ricky.-C’è Ashlee…ricordatevi voi non mi avete visto…- Io e Mik lo osserviamo un po’ di sbieco.
-Ciao ragazzi! Dov’è il mio Simo?!- Domanda subito Ashlee, avvicinandosi a noi, fermandosi proprio davanti a Ricky, che non ha proferito parola da quando abbiamo messo piede fuori.
-Sta giocando a nascondino dietro mio fratello…- Rispondo io mentre Simo si alza, mi fulmina con uno sguardo simulando un “fottiti” con le labbra e sorride ad Ashlee. Povero ragazzo…
Lei lo prende sotto braccio e lo trascina via, bene adesso occupiamoci di Ricky.
-Ehi, fratello, sei in panico post-concerto?- Domando osservandolo, anche se non posso vedere la sua espressione dato che il cilindro gli manda tutti i ricci davanti alla faccia e non si vede una minchia.
Si limita a scuotere la testa, mi giro verso Mik che fa spallucce così ci giriamo a guardare nella sua direzione e…c’è Silver appiccicata a un altro ragazzo, che si sbaciucchiano amabilmente.
-Vado a bere qualcosa…- Dice Ricky, andando verso il tavolo della birra, io e Mik lo seguiamo subito.
-Senti Ricky…-Comincia Mik, con la massima calma.
-Sto bene, ok?! Mi ha solo…spiazzato…un po’, ma sto benissimo. Adesso vado fuori a fumarmi una sigaretta, ok? Mai stato meglio…- Risponde riempendosi il bicchiere di birra.
-Non fare cazzate…- Dico io preoccupato. Non ho mai visto mio fratello così, sinceramente.
-Ehi, calmati, non è mica la mia ragazza. Mi piaceva e basta, ma è impegnata. Chiusa una porta, si apre un portone…- Dice con un sorrisetto sulle labbra. Lo so, che nel profondo gli dà fastidio anzi, nemmeno tanto in profondità. Ci dà una pacca su spalla ed esce, sorseggiando la birra.
-Era sincero, secondo te?- Domanda Mik perplesso, scuoto la testa.
-Neanche un po’. Vabè lasciamolo solo…andiamo a cazzeggiare un po’ in giro…- Rispondo spensierato.

Ricky Pov.
Esco fuori dalla palestra e mi siedo sulle scalette dell’entrata della scuola, mi accendo una sigaretta e…oh, basta Ricky, cazzo! Smettila di fare l’elenco di tutto quello che fai, sembri un coglione!
E’ da quando sei uscito che ci pensi! Ecco, adesso mi faccio anche i monologhi interiori, anche se non è la prima volta, però cazzo, è vero, lo ammetto: ci sono rimasto un po’ di merda.
Voglio dire, sì, la conosco da poco anzi pochissimo, ma mi piace cazzo! Non ho mai trovato una ragazza simile, nella nostra scuola non se ne trovano così di ragazze e, sinceramente, pensavo che anche lei era interessata a me, però mi sbagliavo.
Eh, sono cose che capitano e io mi sto ancora facendo le seghe mentali e me la devo smettere.
Basta, basta, basta ma c’è sempre la vocina che mi ricorda questa cosa.
-Zitta, vocina cazzuta, zitta!- Dico ad alta voce tappandomi le orecchie.
-Stai bene?- Mi giro in direzione e con mia sorpresa mi ritrovo la reginetta del ballo davanti che mi osserva perplessa.
-Ehm…s-sì.- Rispondo preso alla sprovvista, lei si siede accanto a me e si accende una sigaretta che mi ha rubato dal pacchetto. Con comodo…
-Tu fumi?- Domando sconcertato.
-Già, strano eh?! Pensi davvero che sono una di quelle secchione, perfettine che pensano solo alla scuola?- Sinceramente?
-Ehm, veramente sì.- Dico con la stessa espressione di prima mentre lei ride sarcastica.
-Mi dispiace deluderti ma non sono affatto così. Tu e i tuoi amici mi avete sempre giudicata da come mi comporto a scuola, durante le lezioni. In realtà studio così tanto perché voglio prendere una borsa di studio, così guadagno qualche soldo per andare in California. Certo potrei farmi finanziare il viaggio da mia madre ma non vuole assolutamente, mio padre è morto e vuole tenersi i soldi della sua pensione per i suoi cazzi così ho scoperto che l’unico modo per guadagnare soldi è la borsa di studio ed ecco spiegato tutto.- …Ah…
-Wow, non mi aspettavo una rivelazione del genere. Cioè, aspetta mi dispiace per tuo padre ma tu riveli tutte queste cose al primo che capita?- Domando sempre sconcertato.
-No, ma per quanto tu sia bastardo e stronzo, mi sei simpatico.- Risponde sorridendo.
-Ah, capisco. Certo non posso dire la stessa cosa perché non so niente di te, eccetto questa parte che mi hai appena raccontato.- Rispondo accendendomi un’altra sigaretta.
-Adesso però, mi spieghi con chi ce l’hai? Voglio dire non è normale uno che si mette a urlare “zitta” a una vocina…- Dice ridacchiando. Sgamato…
-Ok, mi sembra giusto. Allora ho conosciuto una ragazza qualche giorno fa e non so spiegarti né come né perché ma mi è piaciuta subito, è diversa dalle altre ragazze, è esattamente il mio tipo. Però stasera l’ho trovata avvinghiata a un altro e ci sono rimasto di merda. Non sono assolutamente il tipo, cioè voglio dire se mi succedeva con un’altra ragazza avrei detto: “ma chi se ne frega” ma non ce la faccio. Oddio sembro una donna in preda a una cotta adolescenziale!- Esclamo indignato stendendomi sul pianerottolo mentre Cassy ride.
-Avanti alzati…- Dice prendendomi per un braccio e mi risiedo sullo scalino.
-Ascolta, non ho un consiglio da darti, mi dispiace. Non sono brava nel dare consigli e robe varie però se hai bisogno di parlare o quello che ti pare, io ci sono se vuoi…- In teoria, dovrebbe essere il maschio a dire queste cose a una donna, ma di questi tempi ci si aspetta di tutto.
-Ok, beh, grazie. Non ho mai avuto un’amica femmina ma a quanto pare, ha i suoi vantaggi. Se l’avevo raccontato a mio fratello si sarebbe messo a ridere.- Dico riprendendo in mano il mio bicchiere di birra che è ancora a metà.
Ed ecco che vedo passare a due metri, più o meno, di distanza Silver con il ragazzo.
-Eccola, è lei.- Dico a Cassy facendole un cenno verso Silver e riprendo a bere la birra.
-Ma, quella è mia sorella…- Dice sconcertata e, sentita quest’altra rivelazione, sputo tutta la birra che avevo in bocca e attiro l’attenzione di Silver. Cazzo…
-Cosa?!- Domando girandomi shoccato verso Cassy che annuisce preoccupata.
-Ma quindi sei anche sorella di Dan? Il re del ballo? Il tuo re!?- Sempre più shoccato e lei annuisce una seconda volta e comincia a spiegarmi che era tutto un piano per farsi notare, anche se non ho ben capito il motivo, sono ancora troppo sotto shock.
-Cassy! Che ci fai con lui?- Domanda Silver venendo verso di noi con un espressione tra lo shoccato e l’incazzato. E adesso che minchia vuole? Non ne ha fatte abbastanza per stasera?
-Sto chiacchierando, non posso?!- Dice Cassy alzandosi. Mi alzo anche io e finisco il mio bicchiere di birra.
-No! Cioè…sì certo che puoi…- Risponde confusa.
-No?!- Ma tu guarda in che cazzo di situazione mi sono andato a ficcare. Tutte tu le trovi, eh Ricky?!
-Io me ne vado…- Dico buttando il bicchiere per terra e avviandomi verso l’entrata.
-Tu non vai da nessuna parte. Silver stava per dire qualcosa…- Dice Cassy. Ok come non detto…Silver è in difficoltà e si guarda intorno in cerca di un’ancora di salvezza.
Che bella situazione…
-Ricky…ascolta mi…mi dispiace, io non volevo baciare questo qui, non so nemmeno chi sia…!- Esclama Silver sempre più confusa mentre il ragazzo la guarda perplesso.
-Ma come?! Mi baci e non sai nemmeno chi sono? Ma fottiti, và.- Dice questo andandosene. Ok, mi viene da ridere ma non lo farò perché sono un gentiluomo anzi un gentilragazzo. Non è vero, ma lasciamo credere che sia così…
-Ma ero ubriaca e non mi rendevo conto di quello che facevo…e…- Continua avvicinandosi. Mi dispiace cara, ma non mi riprendi tanto facilmente. Oh, ecco Matt.
-Ehi!- Esclama venendo verso di me, incurante del fatto che ci sono ragazze a guardare la scena.-Non sai che ti sei perso!- Dice ridendo come un deficiente e racconta qualcosa ma non capisco un cazzo e mi viene da ridere.
-Ok,ok. Aspetta, idiota, non ho capito niente!- Dico ridendo anche io. La risata di Matt è contagiosa e così mi ritrovo a ridere senza motivo mentre mio fratello ride per qualcosa che non ho ben capito mentre le ragazze ci guardano sconcertate.
Quando Matt riprende fiato comincia a raccontare.
-Allora, quando sei uscito, ci siamo messi a bere birra, non ricordo quanti bicchieri esattamente ma fatto sta che Mik era già ubriaco e non capiva più un cazzo. Così si è appiccicato con una ragazza e hanno cominciato a limonare negli spogliatoi e…- Riprende a ridere.-E Mik non ha retto più l’alcol e ha vomitato anche l’anima addosso a quella povera ragazza!- Scoppia di nuovo a ridere con le lacrime agli occhi, seguito a ruota da me.
-Ma che cazzone!- Esclamo tra una risata e l’altra.
Ed eccolo che esce fuori, è uno straccio. Povero…
Toh, ecco anche Simo tutto spettinato.
-Non voglio sapere cosa hai fatto…- Dico osservandolo e indicando i suoi capelli, mentre scuote la testa rassegnato.
-Dobbiamo portare a casa il gran bevitore…- Dice Matt. Così salutiamo le ragazze e ce ne torniamo a casa e io ripeto per una seconda volta: che serata!


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La Route 66 è libertà di viaggiare attraverso spazi sterminati, non importa per arrivare dove, ma certi di aver sempre qualcosa di nuovo da scoprire, curva dopo curva...
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Matt Pov.
Torniamo negli spogliatoi per cambiarci perché siamo zuppi.
-Fratello sei stato fantastico!- Esclamo appena entriamo.
-Sì, lo so. Vaffanculo a tutti voi che non credevate che ce l’avrei fatta!- Dice poi frustando Simo con un asciugamano che soffoca un’imprecazione.
-Ok, hai ragione.- Dice in segno di resa.
Ci rivestiamo, più che altro ci cambiamo il pezzo sotto perché non sarebbe proprio il massimo andare là fuori in gonna, calzamaglia o mutande.
-Ricky hai finito di truccarti?- Domanda Mik sarcastico mentre Ricky molto amabilmente gli alza il dito medio.
-E dai, è da mezz’ora che hai da fare con i tuoi ricci…- Continua sbuffando.
-Sto cercando di dargli una forma. Sono informi!- Esclama Ricky indignato nell’osservare i suoi capelli.
-Ricky, i tuoi capelli sono così da quando sei nato, mettiti il cilindro di prima e lasciali stare!- Dice Mik mettendoglielo in testa.-Così ti diverti a giocare a fare Slash.- Riprende ridacchiando.
Usciamo dai camerini, attraversiamo il piccolo corridoio e arriviamo “nell’atrio” dove ci sono tutti gli studenti che chiacchierano, bevono, ballano e flirtano.
-Oh, merda!- Esclama Simo, nascondendosi dietro Ricky.-C’è Ashlee…ricordatevi voi non mi avete visto…- Io e Mik lo osserviamo un po’ di sbieco.
-Ciao ragazzi! Dov’è il mio Simo?!- Domanda subito Ashlee, avvicinandosi a noi, fermandosi proprio davanti a Ricky, che non ha proferito parola da quando abbiamo messo piede fuori.
-Sta giocando a nascondino dietro mio fratello…- Rispondo io mentre Simo si alza, mi fulmina con uno sguardo simulando un “fottiti” con le labbra e sorride ad Ashlee. Povero ragazzo…
Lei lo prende sotto braccio e lo trascina via, bene adesso occupiamoci di Ricky.
-Ehi, fratello, sei in panico post-concerto?- Domando osservandolo, anche se non posso vedere la sua espressione dato che il cilindro gli manda tutti i ricci davanti alla faccia e non si vede una minchia.
Si limita a scuotere la testa, mi giro verso Mik che fa spallucce così ci giriamo a guardare nella sua direzione e…c’è Silver appiccicata a un altro ragazzo, che si sbaciucchiano amabilmente.
-Vado a bere qualcosa…- Dice Ricky, andando verso il tavolo della birra, io e Mik lo seguiamo subito.
-Senti Ricky…-Comincia Mik, con la massima calma.
-Sto bene, ok?! Mi ha solo…spiazzato…un po’, ma sto benissimo. Adesso vado fuori a fumarmi una sigaretta, ok? Mai stato meglio…- Risponde riempendosi il bicchiere di birra.
-Non fare cazzate…- Dico io preoccupato. Non ho mai visto mio fratello così, sinceramente.
-Ehi, calmati, non è mica la mia ragazza. Mi piaceva e basta, ma è impegnata. Chiusa una porta, si apre un portone…- Dice con un sorrisetto sulle labbra. Lo so, che nel profondo gli dà fastidio anzi, nemmeno tanto in profondità. Ci dà una pacca su spalla ed esce, sorseggiando la birra.
-Era sincero, secondo te?- Domanda Mik perplesso, scuoto la testa.
-Neanche un po’. Vabè lasciamolo solo…andiamo a cazzeggiare un po’ in giro…- Rispondo spensierato.

Ricky Pov.
Esco fuori dalla palestra e mi siedo sulle scalette dell’entrata della scuola, mi accendo una sigaretta e…oh, basta Ricky, cazzo! Smettila di fare l’elenco di tutto quello che fai, sembri un coglione!
E’ da quando sei uscito che ci pensi! Ecco, adesso mi faccio anche i monologhi interiori, anche se non è la prima volta, però cazzo, è vero, lo ammetto: ci sono rimasto un po’ di merda.
Voglio dire, sì, la conosco da poco anzi pochissimo, ma mi piace cazzo! Non ho mai trovato una ragazza simile, nella nostra scuola non se ne trovano così di ragazze e, sinceramente, pensavo che anche lei era interessata a me, però mi sbagliavo.
Eh, sono cose che capitano e io mi sto ancora facendo le seghe mentali e me la devo smettere.
Basta, basta, basta ma c’è sempre la vocina che mi ricorda questa cosa.
-Zitta, vocina cazzuta, zitta!- Dico ad alta voce tappandomi le orecchie.
-Stai bene?- Mi giro in direzione e con mia sorpresa mi ritrovo la reginetta del ballo davanti che mi osserva perplessa.
-Ehm…s-sì.- Rispondo preso alla sprovvista, lei si siede accanto a me e si accende una sigaretta che mi ha rubato dal pacchetto. Con comodo…
-Tu fumi?- Domando sconcertato.
-Già, strano eh?! Pensi davvero che sono una di quelle secchione, perfettine che pensano solo alla scuola?- Sinceramente?
-Ehm, veramente sì.- Dico con la stessa espressione di prima mentre lei ride sarcastica.
-Mi dispiace deluderti ma non sono affatto così. Tu e i tuoi amici mi avete sempre giudicata da come mi comporto a scuola, durante le lezioni. In realtà studio così tanto perché voglio prendere una borsa di studio, così guadagno qualche soldo per andare in California. Certo potrei farmi finanziare il viaggio da mia madre ma non vuole assolutamente, mio padre è morto e vuole tenersi i soldi della sua pensione per i suoi cazzi così ho scoperto che l’unico modo per guadagnare soldi è la borsa di studio ed ecco spiegato tutto.- …Ah…
-Wow, non mi aspettavo una rivelazione del genere. Cioè, aspetta mi dispiace per tuo padre ma tu riveli tutte queste cose al primo che capita?- Domando sempre sconcertato.
-No, ma per quanto tu sia bastardo e stronzo, mi sei simpatico.- Risponde sorridendo.
-Ah, capisco. Certo non posso dire la stessa cosa perché non so niente di te, eccetto questa parte che mi hai appena raccontato.- Rispondo accendendomi un’altra sigaretta.
-Adesso però, mi spieghi con chi ce l’hai? Voglio dire non è normale uno che si mette a urlare “zitta” a una vocina…- Dice ridacchiando. Sgamato…
-Ok, mi sembra giusto. Allora ho conosciuto una ragazza qualche giorno fa e non so spiegarti né come né perché ma mi è piaciuta subito, è diversa dalle altre ragazze, è esattamente il mio tipo. Però stasera l’ho trovata avvinghiata a un altro e ci sono rimasto di merda. Non sono assolutamente il tipo, cioè voglio dire se mi succedeva con un’altra ragazza avrei detto: “ma chi se ne frega” ma non ce la faccio. Oddio sembro una donna in preda a una cotta adolescenziale!- Esclamo indignato stendendomi sul pianerottolo mentre Cassy ride.
-Avanti alzati…- Dice prendendomi per un braccio e mi risiedo sullo scalino.
-Ascolta, non ho un consiglio da darti, mi dispiace. Non sono brava nel dare consigli e robe varie però se hai bisogno di parlare o quello che ti pare, io ci sono se vuoi…- In teoria, dovrebbe essere il maschio a dire queste cose a una donna, ma di questi tempi ci si aspetta di tutto.
-Ok, beh, grazie. Non ho mai avuto un’amica femmina ma a quanto pare, ha i suoi vantaggi. Se l’avevo raccontato a mio fratello si sarebbe messo a ridere.- Dico riprendendo in mano il mio bicchiere di birra che è ancora a metà.
Ed ecco che vedo passare a due metri, più o meno, di distanza Silver con il ragazzo.
-Eccola, è lei.- Dico a Cassy facendole un cenno verso Silver e riprendo a bere la birra.
-Ma, quella è mia sorella…- Dice sconcertata e, sentita quest’altra rivelazione, sputo tutta la birra che avevo in bocca e attiro l’attenzione di Silver. Cazzo…
-Cosa?!- Domando girandomi shoccato verso Cassy che annuisce preoccupata.
-Ma quindi sei anche sorella di Dan? Il re del ballo? Il tuo re!?- Sempre più shoccato e lei annuisce una seconda volta e comincia a spiegarmi che era tutto un piano per farsi notare, anche se non ho ben capito il motivo, sono ancora troppo sotto shock.
-Cassy! Che ci fai con lui?- Domanda Silver venendo verso di noi con un espressione tra lo shoccato e l’incazzato. E adesso che minchia vuole? Non ne ha fatte abbastanza per stasera?
-Sto chiacchierando, non posso?!- Dice Cassy alzandosi. Mi alzo anche io e finisco il mio bicchiere di birra.
-No! Cioè…sì certo che puoi…- Risponde confusa.
-No?!- Ma tu guarda in che cazzo di situazione mi sono andato a ficcare. Tutte tu le trovi, eh Ricky?!
-Io me ne vado…- Dico buttando il bicchiere per terra e avviandomi verso l’entrata.
-Tu non vai da nessuna parte. Silver stava per dire qualcosa…- Dice Cassy. Ok come non detto…Silver è in difficoltà e si guarda intorno in cerca di un’ancora di salvezza.
Che bella situazione…
-Ricky…ascolta mi…mi dispiace, io non volevo baciare questo qui, non so nemmeno chi sia…!- Esclama Silver sempre più confusa mentre il ragazzo la guarda perplesso.
-Ma come?! Mi baci e non sai nemmeno chi sono? Ma fottiti, và.- Dice questo andandosene. Ok, mi viene da ridere ma non lo farò perché sono un gentiluomo anzi un gentilragazzo. Non è vero, ma lasciamo credere che sia così…
-Ma ero ubriaca e non mi rendevo conto di quello che facevo…e…- Continua avvicinandosi. Mi dispiace cara, ma non mi riprendi tanto facilmente. Oh, ecco Matt.
-Ehi!- Esclama venendo verso di me, incurante del fatto che ci sono ragazze a guardare la scena.-Non sai che ti sei perso!- Dice ridendo come un deficiente e racconta qualcosa ma non capisco un cazzo e mi viene da ridere.
-Ok,ok. Aspetta, idiota, non ho capito niente!- Dico ridendo anche io. La risata di Matt è contagiosa e così mi ritrovo a ridere senza motivo mentre mio fratello ride per qualcosa che non ho ben capito mentre le ragazze ci guardano sconcertate.
Quando Matt riprende fiato comincia a raccontare.
-Allora, quando sei uscito, ci siamo messi a bere birra, non ricordo quanti bicchieri esattamente ma fatto sta che Mik era già ubriaco e non capiva più un cazzo. Così si è appiccicato con una ragazza e hanno cominciato a limonare negli spogliatoi e…- Riprende a ridere.-E Mik non ha retto più l’alcol e ha vomitato anche l’anima addosso a quella povera ragazza!- Scoppia di nuovo a ridere con le lacrime agli occhi, seguito a ruota da me.
-Ma che cazzone!- Esclamo tra una risata e l’altra.
Ed eccolo che esce fuori, è uno straccio. Povero…
Toh, ecco anche Simo tutto spettinato.
-Non voglio sapere cosa hai fatto…- Dico osservandolo e indicando i suoi capelli, mentre scuote la testa rassegnato.
-Dobbiamo portare a casa il gran bevitore…- Dice Matt. Così salutiamo le ragazze e ce ne torniamo a casa e io ripeto per una seconda volta: che serata!


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 15:21


CAPITOLO 8-She's got eyes of the bluest skies.

Matt Pov.
Che cazzo, sto da schifo. Altro che Mik, anche io ieri sera non ho scherzato con la birra e credo anche qualcos’altro.
A proposito di Mik, quel frogio ieri sera mentre lo portavamo a casa, mi ha vomitato addosso e quindi puzzo pure di vomito.
Che schifo…
Mi alzo dal pavimento, perché non ci sono nemmeno arrivato al letto e vado al bagno, nel mentre incontro mio fratello che sembra un cadavere.
-Che schifo, puzzi di merda..- Mi dice, guardandomi schifato. Ma tu guarda sto stronzo…
-Tu sembri un morto che cammina…- Ribatto. Ok, di prima mattina non mi escono bene le battute.
Insomma, arrivo al bagno, mi faccio la doccia e vado a fare colazione. Di sotto c’è già Ricky che beve il caffè e nostra madre che pulisce la cucina.
-Buongiorno! Come è andata ieri sera?- Domanda raggiante.
-Come fai ad essere così di prima mattina…- Rispondo sedendomi a peso morto sullo sgabello. Rubo la tazza di caffè a mio fratello che per quanto è rincoglionito neanche se ne accorge.
-Caro, sono le 11.30 del mattino…- Dice mia madre perplessa. Ah, è uguale. Rispondo con un grugnito.
-Beh, io devo andare a lavoro, oggi ho il turno dell’ora di pranzo. Da mangiare è nel frigo, già pronto. A stasera, ragazzi!- Dice mamma salutandoci ed esce di casa.
Dopo pochi minuti, squilla il telefono.
-Pronto?- Rispondo.
-Ehi, ehi Matt! Ascolta, Ricky è vivo e vegeto lì con te?- Domanda Simo agitato.
-Eh, diciamo di sì.- Rispondo, osservando mio fratello che dorme con la testa appoggiata su un braccio.
-Allora, vi prego, dovete venire con me alla partita oggi pomeriggio. Mi ha invitato Ashlee perché deve fare il tifo ma non ci voglio andare con lei, mi fa paura. E’ pericolosa! Vi prego, vi supplico venite anche voi.- Sto ragazzo sta male, ma proprio tanto, è malato di mente.
-Ok ok, Simo. Calmati verremo, chiama anche Mik.- Dico cercando di calmarlo.
-Certo! Grazie, mi avete salvato la vita. Ci vediamo al campo verso le 3.- Dice chiudendo la telefonata. Madonna, quanto sta fori…
-Ehi, Ricky svegliati! Dobbiamo andare! Su, alza quel culo!- Gli urlo in un orecchio, mentre lui mi maledice in tutte le maniere possibili.
Dopo tre quarti d’ora impiegati nello svegliare mio fratello, ci vestiamo, pranziamo e andiamo verso il campo di football. Ho sempre odiato queste partite…

Ricky Pov.
Che coglioni, ma chi me lo fa fare.
Arriviamo al campo e c’è già mezza scuola, se non tutta; Simo e Mik ci stanno già aspettando vicino alle scalinate dove sono seduti gli studenti.
-Finalmente! Che vi è successo?- Domanda Simo.
-Niente, siamo in perfetto orario!- Dice Matt soddisfatto.
-Idiota, sono le tre e mezzo! Avete mezz’ora di ritardo, mi avete lasciato in balia di quella piovra per mezz’ora!- Sbraita Simo, mentre alcuni ragazzi si girano a osservare la scena divertiti.
-Ma c’era Mik con te…- Continua mio fratello indicandolo.
-Mik è arrivato poco prima di voi…- Risponde scazzato.
-E allora perché te la prendi con noi, prenditela anche con lui.- Ribatto io, mettendomi i miei Ray-Ban specchiati falsi, non ce li spendo 90$ per un paio di occhiali.
-Tranquillo, ha già fatto. Comunque smettetela state attirando l’attenzione di mezza scuola. Andiamoci a sedere e guardiamo questa partita merdosa.- Conclude Mik, calmandoci tutti quanti.
-Oppure andiamo a bere qualcosa da quella parte…- Dico indicando il piccolo bar vicino alle scalinate e ci incamminiamo verso il bar. Ma noto due figure familiari, troppo familiari. Cazzo, Silver e Cassy. Adesso proprio non mi va di parlare con loro, cioè tutte due insieme sono una mazzata da affrontare…
-Oppure no!- Dico cambiando strada ma vengo afferrato per la maglietta da mio fratello.
-No no, io ho sete. Andiamo a bere…Oh! Guarda un po’ chi c’è…è per questo che scappavi?!- Dice mio fratello incrociando le braccia al petto, seguito dagli altri che hanno uno sguardo indagatorio.
-No, certo che no! E’ che, mi sono appena ricordato che ho voglia di vedere la partita!- Questa mi è uscita proprio male…sgamato in pieno.
-Oh, andiamo Ricky. Dovrai affrontarle prima o poi, non fare come le ragazzine innamorate che fuggono dal loro grande amore…- Ma che cazzo, dice?! Credo di non essere l’unico a non aver capito, dato che Simo e Mik lo guardano perplessi.
-Primo, io non sono innamorato, io non mi innamoro!- Credo…
-Secondo, preferisco affrontarne una per volta, grazie.- Concludo.
-Ok, come vuoi, ma io comunque ho sete quindi adesso andiamo a bere, cazzo!- Sbuffo e li seguo verso il bar. Dio, fa che non mi notino! Fa che non mi notino!
-Ricky!- Eh, porca puttana! Vedo gli altri che se la ridono.
-Vi prego, portatemi via…- Gli dico sottovoce ma loro scuotono la testa. Porco…cane…
Mi volto verso di loro, che stanno sedute a un tavolino di legno, molto stile pic-nic, sorseggiando non so cosa con le cannucce. Sfodero uno dei miei migliori sorrisi tranquilli cercando di non far trasparire niente delle mie paranoie del cazzo e forse ci riesco…ma dico forse.
-Dai, siediti…- Dice Cassy facendomi un cenno con una mano di sedermi nel posto vuoto accanto a loro. Lancio un veloce sguardo preoccupato a mio fratello e vado verso di loro.
Mi siedo nel posto vuoto e prego tutti i santi che non si ripresenti una scena come quella di ieri sera, cioè solo io posso incastrarmi in situazioni del genere.
-Allora, noi dobbiamo finire un discorso…- Dice Cassy diabolica, a me fa paura sta ragazza, ma poi lei che cazzo c’entra?!
-Scusa eh, ma mi spieghi che minchia c’entri tu, con tutto questo?- Domando visibilmente irritato, lei mi guarda un attimo sconcertata e poi si alza.
-Bene, allora cavatevela da soli!- Esclama scazzata.
-Grazie!- Ribatto io per prendere poi il suo posto, così sto di fronte a Silver. Bene, a noi due allora…
-Senti,- Comincia Silver rompendo il silenzio che era calato fra noi dopo l’uscita di scena di Cassy.-Mi dispiace, per tutto. Sono stata una vera deficiente ieri sera, non so cosa mi è preso…non vado mai a feste del genere e forse è meglio non andare più se questi sono gli effetti.- Dice ridacchiando.
-Non sono così in realtà, non vado con il primo che capita, sinceramente preferisco conoscerle le persone…- Abbassa lo sguardo, ora che non sa più cosa dire.
-Ok, capisco, ti perdono in fondo io non sono nessuno per dirti cosa devi o non devi fare. Ora levati quell’espressione da cane bastonato dalla faccia e torna ad essere la ragazza che ho conosciuto qualche giorno fa che rideva alle mie battutine del cazzo…- Rispondo ridacchiando per sdrammatizzare un po’ la situazione infatti alza lo sguardo e sorride raggiante come solo lei sa fare.
-Invece, per tua informazione, non è vero che sei nessuno…- La guardo interrogativo…
-Ah sì?! Chi sarei, allora? Illuminami…- Domando, sfilandomi gli occhiali e appoggiandoli sul tavolo.
-Sei un chitarrista fenomenale!- Dice soddisfatta.
-Aah sì, questo lo so…- Rispondo facendo il modesto e lei per tutta risposta mi da una botta in un braccio.
-Invece tu sei gelosa…di me! Dovevi vedere che faccia avevi ieri sera quando ci hai visti mentre chiacchieravamo io e tua sorella…- Continuo ridacchiando mentre lei diventa rossa. Ho ragione allora…
-Beh, lo eri anche tu…- Azz…
-Ok, ok. Cambiamo discorso eh?!- Forse è meglio…potrebbe diventare imbarazzante la cosa. Silver ridacchia e i nostri sguardi si incrociano per un attimo infinito, nel quale noto che ha dei bellissimi occhi grigiastri, anzi li avevo già notati ma solo ora mi accorgo della loro bellezza…sarà che..
-Allora quanto state a baciarvi?- Dice Cassy spuntando da non so dove, fatto sta che Silver abbassa lo sguardo imbarazzata. Ma tu guarda questa…
-Ma da dove cazzo sei scappata te, adesso?!- Domando, guardandomi intorno, scazzato per aver interrotto il corso dei miei pensieri, che per una volta si facevano interessanti.
-Mamma mia, Ricky, hai le tue cose oggi?- Continua, sedendosi nel posto vuoto. Silver si fa sempre più imbarazzata e osserva interessata il suo frappè, girando nervosamente la cannuccia.
Devo trovare una battuta per controbattere ma sono ancora troppo rincoglionito da ieri sera quindi mi limito a dargli ragione.
-Sì, ho le mie cose. Hai un assorbente?! Anzi no, lo vado a chiedere a mio fratello. A dopo, fanciulle!- Dico rimettendomi gli occhiali, mentre Silver sollevata ridacchia. Mi alzo e torno dai miei amici che tanto gentilmente mi avevano abbandonato tra le loro grinfie.
-Allora tutto apposto?- Domanda Matt con la sua solita espressione da maniaco, prendendomi per le spalle.
-Sì, tesoro tutto apposto!- Ricambiando il suo “abbraccio” (se così vogliamo chiamarlo).
-Ragazzi, mi fate paura quando fate così…- Dice Mik sconcertato, mentre Simo con la stessa espressione annuisce. Io e mio fratello ci scambiamo uno sguardo complice e ci avviciniamo a loro con fare un po’ … da maniaco, giustamente mentre loro si allontanano.
Finita questo momento di deficienza andiamo a sederci in un tavolino e ci prendiamo da bere; chiacchieriamo finche non finisce la partita e quando ci alziamo per andarcene, indovina chi incontriamo? Cassy e Silver con il loro caro fratellino Dan.
-Guarda, guarda chi si rivede…- Ma…ci guardiamo tutti e quattro sconcertati.
-Dici sempre le stesse frasi, tu?!- Domando io perplesso, mentre il signorino incassa il colpo.
-Senti, vuoi che ti dia un’altra lezione come l’altra volta?!- Cazzo, questa no, eh?!
-Vuoi che te la dia io la lezione oggi?!- Dico levandomi gli occhiali e avvicinandomi, ma mio fratello mi tiene.
-Dai, non ne vale la pena…- Mi dice a bassa voce mentre mi calmo.
-Già…- Rispondo facendo dietro-front con l’intento di andarmene.
-Bravo corri dalla mamma!- Mi urla dietro. Vaffanculo! Ne vale la pena, altro che! Mi fermo di scatto e in meno di un nano secondo gli sferro un cazzotto sul naso.
Ed ecco che la scena dell’altra volta si ripete, solo che io me ne esco con il naso spaccato, come lui. Ma la soddisfazione è davvero grande!
-Idiota!- Gli dice Silver mentre lui se ne va sconfitto. Purtroppo nella rissa c’è finito anche Mik che ha riportato: naso spaccato e zigomo spaccato. Adesso Matt l’accompagnato a medicarsi, Simo è scomparso di nuovo e Cassy è andata con Dan per medicarlo. Insomma un bagno di sangue…
Siamo rimasti solo io e Silver; il sangue esce come una fontana, cazzo non riesco a fermarlo.
-Dai, vieni…- Ancora una volta mi fa da infermiera e mi porta nel bagno delle ragazze.
-Fammi vedere quel naso…- Prende il disinfettante, lo disinfetta e mi da della carta bagnata.
-Stringi il naso e tieni la testa all’indietro.- Faccio come mi dice ma dopo qualche minuto mi stufo.
-Quanto lo devo tenere ancora?- Domando sbuffando.
-Puoi levarlo sembra che il sangue si sia fermato. Aspetta, fammi vedere…- Si avvicina per vedere la situazione. Oh, è così vicina, anche troppo finche la distanza tra di noi non si annulla. Ok, lo ammetto, ho iniziato io però se non voleva poteva fermarsi prima invece no, adesso si è appoggiata alle mie spalle mentre io ho appoggiato le mie mani sui suoi fianchi.
Ci stacchiamo un attimo per riprendere fiato, lei mi sorride e io ricambio. Mi riavvicino per baciarla ma sbatto il naso contro il suo.
-Porca vacca!- Dico portandomi le mani sul naso mentre lei si mette a ridere. Dio, che male! Mi guardo un attimo allo specchio e noto che il mio naso è diventato viola.
-Ho il naso viola!- Dico indignato, osservandolo mentre Silver continua a deridermi.
Mi prende per un braccio e mi giro verso di lei, che si avvicina e mi bacia.
-Quindi, siamo una coppia adesso?- Domanda fermandosi un attimo.
-Chiamala come ti pare, mi basta stare con te…- Rispondo riprendendo il bacio di prima. Ok, questo è il mio massimo livello di dolcezza, non è per niente da me. Mi stupisco da solo…
All’improvviso la porta del bagno si apre. Cazzo, cazzo, io non dovrei essere qua…
Ah, è Cassy per fortuna, anche se ci osserva sconvolta, forse perché eravamo appiccicati come piovre.
-Che ci fa lui qua?!- Dice incazzata. Incazzata?! Io e Silver ci osserviamo un attimo ma nessuno proferisce parola.
-Voi due state insieme?- Continua Cassy sconvolta. Scusate se non ci arrivo, ma che c’è di male?
Osserva un attimo la sorella con la stessa espressione poi se ne va sbattendo la porta.
-Mi sono perso qualcosa?!- Domando perplesso mentre Silver fa spallucce preoccupata.
-Non so, ma non è un buon segno. Mia sorella quando è sconvolta o incazzata è estremamente impulsiva quindi potrebbe fare qualcosa di…- Lascia la frase a metà.
-Di…cosa? Pericoloso? Sconvolgente? Preoccupante?- Ok, mi sto facendo prendere dal panico non so nemmeno perché.
-Sì, un po’ tutte queste cose messe insieme. Andiamo…- Dice prendendomi per mano, e quando usciamo mi ritrovo Simo e Matt davanti.
-Cristo Santo, mi avete fatto prendere un colpo!- Dico mettendomi una mano sul cuore.
Mentre loro due mi guardano un attimo e scoppiano a ridere mentre li guardo interrogativo.
-Hai il naso viola…- Dice mio fratello dopo un po’.
-Sì, grazie, lo so.- Rispondo rassegnato.
-Avete visto Cassy?- Domanda Silver preoccupata.
-Sì, è appena corsa di sotto.- Dice Matt indicando le scale, Silver annuisce.
-Bene, vado a cercarla. A dopo…- Le do un bacio sulla guancia e va di sotto.
-Ehi ehi ehi, cosa è successo dentro quel bagno?- Domanda Simo ammiccando. Che ritardato..chissà cosa sarà successo?!
-Secondo te?!- Gli dice Matt che mi leva le parole di bocca, si vede che siamo gemelli...siamo anche telepatici!
-Volevo esserne certo!- Risponde Simo difendendosi.-E bravo il nostro Ricky che si è trovato la ragazza!- Simo mi da una pacca su una spalla come "congratulazioni" e Matt annuisce soddisfatto.
-Sì sì, grazie. Lo so...- Rispondo fiero. Ehi ma un momento...
-Ma dov’è Mik?- Domando io ma gli altri fanno spallucce. Chissà dove cappero si sarà ficcato quello...



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CAPITOLO 9-Fuck! I'm green!

Mik Pov.
Mentre Simo e Matt sono andati a cercare Ricky che sicuramente si è andato a infrattare con Silver. E’ inevitabile, quelli si devono mettere insieme, sono come due calamite…si attraggono.
Comunque io sono rimasto quaggiù ad aspettarli; vedo qualcuno uscire dalla scuola ma non è un maschio…è Cassy! Sembra sconvolta e piange…
Dopo qualche secondo esce anche Silver che cerca di consolarla ma Cassy la scosta. Uh, le cose si fanno interessanti.
-Come hai potuto?!- Gli urla Cassy mentre Silver la guarda senza capire. Più tardi escono dalla scuola i gemelli e Simo che mi vengono incontro.
-Dove cazzo eri?- Domanda Matt agitato.
-Sono sempre stato qui…- Rispondo sconcertato, questo ha bisogno di una camomilla, eh.
Si guardano tutti e tre un po’ confusi poi fanno spallucce.
-Allora volete dirmi che è successo? Quelle là momenti si scannano…- Domando guardando più che altro Ricky che alza le mani in segno di resa, scuotendo la testa.
-Non guardare me…io non ho fatto niente…- Dice poco convinto. Mentre Matt e Simo si girano verso di lui con un espressione del tipo: sì, come no!
-Ok, ok.-Risponde Ricky esasperato guardando l’espressione del fratello.-In pratica siamo andati al bagno per medicarmi il naso dopo è successo che ci siamo baciati e poi è entrata Cassy, s’è incazzata e poi eccoci qua.- Conclude abbassando lo sguardo, adesso si sta fissando molto interessato le punte delle sue converse nere.
-Ah…- Dico soltanto, mi ha lasciato un po’ così tutte queste rivelazioni.
-Cazzo Ricky, non possiamo lasciarti 5 minuti da solo, o meglio con una ragazza, che combini un sacco di casini…- Dice Simo dandogli una pacca su una spalla mentre Ricky alza la testa e lo guarda molto, molto male.
-Dovresti andare a vedere che succede…- Gli dico dandogli una gomitata su un braccio.
-Nah, non ci tengo, potrebbe essere pericoloso, quindi consiglio per il bene di tutti di tornare a casa e fare finta di niente…- Risponde accendendosi una sigaretta con un sorrisetto soddisfatto.
-Ok, allora a domani ragazzi!- Ci salutiamo e ce ne torniamo ognuno a casa nostra.

Ricky Pov.
Quando entriamo a casa nostra madre ancora non è tornata, così presi dalla fame cominciamo a cucinare qualcosa.
-Ok, come funziona questo coso?- Domando osservando i fornelli perplesso.
-Prova ad accenderli…- Risponde mio fratello perplesso quanto me; annuisco e giro il bottone verso il disegnino della fiamma grande e ci viene su una fiammata altissima che poi piano piano si abbassa.
-Va bene, penso che così possa andare...- Dice Matt che prende una pentola, ci versa l’acqua e la mette sul fuoco.
Dopo varie “peripezie” siamo riusciti a prepararci un piatto di pasta e adesso ce ne stiamo ognuno in camera sua a farsi i cazzi propri.
Wow, che giornata! Pensavo che le partite di football o calcio o quello che cazzo è, sono noiose invece mi sbagliavo, altro che! Cioè oggi ho guadagnato una ragazza di cui non mi lamento perché, cazzo è esattamente il mio tipo e come ho già detto mille volte, quelle come lei sono più uniche che rare e poi ho fatto anche a botte con un coglione patentato, il che ti dà un gran senso di soddisfazione.
Ma il telefono che squilla, interrompe i miei appaganti pensieri.
-Pronto?- Rispondo prendendo il cordless dal comodino.
-Ehi, Ricky…- Toh, è Silver. Avevo pensato di chiamarla ma non avevo il numero. Vabè problema risolto.
-Ehi! Cos’è successo oggi con tua sorella?- Silver dall’altra parte fa una risata un po’ sarcastica.
-Beh, hai fatto breccia nel tuo cuore e quando ci ha visti in bagno, si è incazzata a bestia.- Woh.
-Wow. Sì, ma, a me non mi piace lei. Cioè non è il mio tipo…-
-Ah sì?! E chi è il tuo tipo?!- Fa la maliziosa adesso…tsk!
-Paris Hilton!- Esclamo, ovvio.
-Cosa?!- Domanda Silver shoccata.
-Scherzo, scherzo. E’ quella stessa ragazza che baciavo oggi pomeriggio nel bagno delle ragazze. La mia personale infermiera…- Ammicco.
-Addirittura la tua infermiera?!- Domanda ridendo.
-Certo. Non vuoi essere la mia infermiera personale?-
-Certo, che voglio esserlo!- Mentre chiacchieriamo al telefono, entra mio fratello con fare sospettoso nella mia stanza e sta nascondendo qualcosa dietro la schiena. Ho paura…
In meno di un secondo mi ritrovo completamente verde! Sì, perché il coglione aveva la bomboletta spray quella che si usa a carnevale e me l’ha spruzzata tutta addosso e sono…verde!
-Porca puttana! MATT!- Urlo al telefono, anche se mi riferivo a mio fratello.
-Sei impazzito?- Domanda Silver perplessa.
-No, ma per colpa di quel coglione che oso chiamare mio fratello, lo diventerò presto!- Rispondo cercando di mantenere la calma mentre l’idiota mi deride da fuori la porta.
-Dannazione, sono verde!- Esclamo guardando allo specchio.
-Verde?! Come sei verde?-
-Domani lo vedrai, ora scusami ma ho una questione in sospeso con una grandissima testa di cazzo.- Saluto Silver e prendo la bomboletta che era caduta a Matt quando è entrato in camera.
E da qui, inizia una battaglia all’ultimo sangue a colpi di bombolette spray verdi!

Dopo un’ora e mezza di combattimento, smettiamo perché siamo troppo stanchi. Abbiamo i capelli quasi completamente verdi.
-Mi dispiace fratellino, ma dato che ho vinto, domani dovrai andare in tutte le classi ad augurare buon lavoro con quei capelli!- Dice soddisfatto Matt spaparanzato sul divano e io sbuffo. Ok, ha ragione mi sono arreso io, ma con questi capelli?!
-Devo farlo per forza?- Lo imploro ma lui non demorde affatto.
-Eh, va bene! Hai vinto!- Rispondo rassegnato per poi andarmene a dormire.

Simo Pov.
-Ma dove cazzo sono i gemelli? Sono stati rapiti da un muflone? Sta per suonare…- Esclamo girando avanti e dietro davanti a Mik.
-Eccoli! Cos’è un muflone?!- Lo guardo di sbieco, certo che sto ragazzo non capisce proprio un cappero, eh! Aspetta, aspetta, aspetta…ma…
-Avete i capelli…verdi?!- Ecco. Domanda shoccato Mik precedendomi mentre loro fanno un sorrisetto innocente e ci raccontano di ieri sera, della loro battaglia e della penitenza di Ricky.
Io e Mik scoppiamo a ridere. Ma come si fa?! Dico io…solo loro.
-Così Ricky, ti renderai ridicolo davanti alla tua ragazza e alla sorella innamorata di te?!- Dico facendogli pat-pat su una spalla mentre lui sbuffa sonoramente.
-Zitto và, è già abbastanza umiliante andare in giro con questi capelli, fare il coglione davanti a loro è anche peggio…- Dice sconsolato.
Suona la campanella…è arrivato il momento.
-Buona fortuna, amico!- Dico andandomene in classe.
Mi siedo al solito posto e come sempre Ashlee si siede accanto a me, ma non me ne frega, non vedo l’ora di assistere alla grande entrata di Ricky dai capelli verdi.
E per di più c’è la professoressa di scienze, quella tanto interessata alle malattie sulle mosche che ce l’ha sempre con il povero Ricky.
Toc toc.
Ecco!!
-Avanti!- Dice la prof, la porta si apre e un Ricky dai capelli verdi e la faccia rassegnata spunta. Metà classe scoppia a ridere me compreso.
-Riccardo! Cosa ha fatto ai capelli?! Le sembra la maniera di presentarsi in classe?- Sbraita la prof mentre Ricky entra e si mette sulla difensiva.
-Ma prof, dovevo augurarvi buon lavoro!- Vi giuro, sto piangendo per quanto rido.
-Tutto qui? E’ per questo?!- La prof è sempre più incazzata.
-Eh beh, sì. Buon lavoro!- Esclama alla classe ma non fa in tempo ad andarsene perché la prof non glie la fa passare liscia.
-Ma ti sembra il modo? Interrompere la lezione per questo futile motivo?- Domanda lei indignata.
-Prof, non è un motivo futile. E’ buon educazione…- Esclama Ricky con la stessa faccia indignata della professoressa.
-Ascolta bene, adesso prendi la porta e te ne vai dalla preside.- Dallo sguardo di Ricky, devo dire che gli è venuta una strana idea, oggi è in vena di scherzi.
-Ok, come vuole…- Si avvicina alla porta e comincia a cercare di scardinarla ma non ci riesce.
-Ma che stai facendo?- Gli urla la prof shoccata.
-Prendo la porta…- Risponde ovvio Ricky.-Me l’ha detto lei di farlo!- Continua sulla difensiva.
-Dalla preside! Ora!- Esclama mentre Ricky trattiene a stento le risate.

Ricky Pov.
Va bene, lo ammetto. Adoro prendere per il culo questa prof. E’ stupida! Però c’è laggiù Simo che se la ride troppo, adesso ci penso io.
-Professoressa, Simone mi stava molestando con lo sguardo dal banco in fondo. Faceva strani segni…- Simo sgrana gli occhi mentre la prof si gira e lo guarda malissimo. Io intanto dietro che me la rido per bene. Tiè, così impara a deridermi.
-Prof, è un maniaco…- Le dico a bassa voce alla prof che si gira shoccata.
-Andate tutti e due dal preside! Tu per aver interrotto la lezione, aver cercato di scardinare la porta e per aver fatto la spia!- Sbraita puntandomi contro il dito.
-Prof, ma è pericoloso. Lo dico solo per il mio bene e delle ragazze presenti nella classe…- Dio solo sa quanto mi sto divertendo mentre Simo si alza shoccato.
-Questo vuol dire che anche tu sei una ragazza!- Controbatte Simo dal banco.
-No, no. Però tu saresti capace di molestare anche me…!- La prof ci osserva scandalizzati.
-Oh, fanculo! Preferisco il gobbo di Notre Dame..- Solo dopo 2 minuti si rende conto di avermi appena mandato a fanculo davanti alla prof che lo guarda incazzata nera ma non se ne cura molto.
-Ah sì?! E allora..- Comincio ma la prof mi interrompe, sbraitando.
-Adesso basta! Andate entrambi, immediatamente, dalla preside altrimenti vi sospendo!- Simo viene verso di me con uno sguardo di fuoco quando fa così è spaventoso...
-Buon lavoro!- Esclamo prima di andarmene e fuori dalla porta, Simo mi guarda un po’ male poi scoppiamo a ridere per 5 minuti buoni.
-Sei uno stronzo colossale!- Dice tra una risata e l’altra.
-Zitto tu, che mi deridevi mentre io mi facevo la mia figura del cazzo!- Momenti del genere sono da ricordare.
Tutto per colpa di mio fratello…bastardo!


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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 15:21


CAPITOLO 10-I don't wanna go on, anymore. I'm sorry...

Matt Pov.
-Cioè, cioè aspetta fammi capire. La prof ti ha mandato dalla preside perché tu hai cercato di scardinare la porta e le hai detto che è stata lei a dirtelo?- Domando incredulo ridendo mentre Ricky annuisce, ridendo anche lui.
-Oh Signore, tu sei un fottuto genio, fratello!-Esclamo abbracciandolo.
-Modestamente…- Dice fiero di se stesso.
-E poi hai detto alla prof che Simo è un maniaco e lui ti ha mandato praticamente a fanculo davanti alla prof?- Continuo sempre più incredulo.
-Esattamente.- Scoppio di nuovo a ridere. Ma come si fa?!
-Ma andrà mai via sta roba nei capelli? Sai mi fa abbastanza schifo…- Commenta Ricky osservandosi allo specchio del bagno dei maschi.
-Boh, lo spero. Ma poi la preside?- Domando confuso.
-Non c’era. Per fortuna…- Risponde mio fratello, tirando un sospiro di sollievo.
-Beh, io torno in classe eh. Che palle…a dopo.- Dico andandomene dal bagno, diretto in classe.
Che barba, che noia, che barba, che noia!
Mi sto sorbendo due ore di latino e io di latino non capisco proprio niente.
-Signor Simmons?- Chiama la professoressa, distogliendomi dai miei pensieri.-Venga a declinare questo verbo alla lavagna.- Dannazione! Mi alzo con la velocità di un bradipo e la raggiungo vicino alla lavagna. E’ una signora, anzi neanche tanto, è una donna di circa 40 anni, un po’ più bassa di me, magrolina, gli occhiali e capelli corti, corti. Il tipico topo di biblioteca…
-Allora parlami del verbo possum e poi declinalo al presente indicativo.- Possum?! Che diavolo è?!
-Ehm, possum significa potere…- Lei annuisce, il che significa che ho detto bene!
-Ed è un composto di?- Mi incita. Ma che ne so?! La guardo interrogativa, è inutile che mi inciti non le so ste cose.
-Di sum…il verbo essere!- Dice esasperata.
Driiin
Sia lodata la campanella!
-Beh, prof, è stato un piacere! Arrivederci!- Dico di fretta ed esco dalla classe prima che lei possa ribattere.
Appena apro mi ritrovo davanti orde di ragazzi impazziti che corrono come bisonti verso la mensa, sembra che non mangino da settimane. Gli alunni sembrano normali adolescenti con i loro soliti problemi d’amore o altro, ma quando arriva l’ora di pranzo si trasformano in lupi affamati capaci persino di sbranarsi la signora della mensa. Pazzesco…
Tra la folla intravedo il mio verde fratello che chiacchiera con Simo e Mik molto animatamente, così li raggiungo.
-Ehilà ragazzi!- Mi intrometto nei loro discorsi.
-Ecco l’altro elfo, dovreste mettervi un cappellino strano e le orecchie a punta…- Dice Simo ridendo mentre io e Ricky lo osserviamo sconcertati.
-Che ti sei fumato?- Domanda Mik con la stessa nostra espressione.
-Niente, sono ancora euforico per prima. Andiamo a mangiare và…- Continua dopo essersi reso conto delle cazzate che stava sparando.
-Ehm, io dovrei aspettare Silver…- Dice Ricky guardandosi intorno.
-Ok, sei proprio cotto. Ti anzi vi aspettiamo là.- Rispondo io dandogli una leggera pacca sulla spalla e mio fratello mi fulmina con lo sguardo. Oh sì, è proprio cotto.

Ricky Pov.
Bah, bastardi.
Vabè, mi siedo sul muretto ad aspettare Silver mentre osservo la persone che corrono come forsennati verso la mensa. E’ divertente, certe volte può capitare che qualcuno si imbarca un poretto che trova nel tragitto. Oh, cazzo…la professoressa di scienze esce dall’aula di Simo, se mi vede sono fottuto.
-Riccardo!- Ma porca vacca…eh!
-Salve prof.- Rispondo cercando di mantenere la calma per evitare di mandarla a quel paese in faccia.
-Allora…sei andato- Ecco Silver che esce dall’aula.
-Scusi prof, devo andare.- La interrompo tutto di fretta, andando verso Silver prima che lei possa dire qualcosa.
-Ehi!- Dico a Silver, piombandole accanto ancora agitato per la fuga che ho dovuto improvvisare.
-Ehi! Cos’hai fatto? Sei tutto agitato…- Domanda sorridendo.
-Mah, niente fuggivo solo dalla prof. di scienze…- Rispondo guardandomi intorno per vedere se mi segue o robe varie, mentre Silver ride.
-Quella ce l’ha con te...Mi spieghi cos’è successo oggi?- Domanda fermandomi in un angolo.
-Colpa di mio fratello, quando ci siamo salutati al telefono abbiamo fatto una battaglia con le bombolette spray verdi e questo è il risultato e siccome io mi sono arreso alla fine, la mia penitenza era di entrare in tutte le classi e augurare buon lavoro. Ma nella classe vostra c’era quella brutta megera e quindi mi ha smontato il piano e poi mi piace prenderla per il culo…- Concludo facendo un sorrisetto colpevole. Lei si alza sulle punte e mi da un bacio a stampo sulle labbra che io ricambio e poi ce ne andiamo nella mensa.
Appena entriamo, come sempre, è pieno di gente però intravedo Mik e gli altri e ci andiamo a sedere da loro.
-Salve mie care ragazze!- Esclamo sedendomi con Silver mentre loro mi guardano male.
-Ciao tesoro!- Dice Simo facendomi piedino sotto il tavolo.
-Smettila fai paura.- Dato che tutti conoscono già Silver e Silver conosce loro, quindi cominciamo a chiacchierare tutti e cinque del più e del meno.
-Ehi!- Urla Ashlee spuntando da dietro Simo. Oh, mamma mia, mi ha fatto prendere un infarto.
Scansa Mik e Matt e si siede accanto al suo amato.
-Allora, che mi racconti?- Domanda appiccicandosi come una ventosa. Povero Simo, ha una faccia da funerale, bisogna salvarlo…
Cerco di fare segnali a mio fratello che però non mi si caga così gli dò calcio su uno stinco.
-Porca putt…- Esclama sbattendo il ginocchio sul tavolo e gli altri si girano ad osservarlo.
-Matt…va tutto bene?- Domanda Mik sconcertato.
-Sì, è che…ehm…è che…volevo…beh, sì sai…vedere cosa si prova…- Dice balbettando.
-Cosa?- Mik è più perplesso di prima.
-Sbattere il ginocchio sotto il tavolo…- Ok, giuro sto raccogliendo tutte le mie forze per non scoppiare a ridere.
-Va bene, sicuro di star bene?- Mik è poco convinto. Eh, ci credo guarda che scusa del cazzo va a trovare questo. Mamma mia…
Matt annuisce e Mik fa finta che ci crede e torna a chiacchierare con Simo, Ashlee e Silver.
-Che diavolo vuoi?- Mi domanda sottovoce Matt tutto scazzato.
-Dobbiamo salvare Simo poverino, guardalo mi fa pena…- Rispondo sempre sottovoce, Matt mi osserva un attimo un po’ stranito e poi annuisce.
-Adesso metti in funzione quel cazzo di cervello che ti ritrovi e pensa a una scusa…- Dico io, quando mai l’avessi fatto. Ricordate il detto: occhio per occhio, dente per dente? Ecco, il mio adorato fratellino per ripicca mi ha dato un calcio sullo stinco esattamente come ho fatto io, poco prima.
-Dannazione!- Esclamo, sbattendo anche io il ginocchio sotto il tavolo e gli altri che si girano.
-Ricky?- Domanda Simo.
-Ehm, Matt mi ha messo curiosità…volevo provare anche io…- Occhiataccia da parte di mio fratello e gli altri che prima mi guardano storto e poi ritornano a farsi i fatti propri.
-Bene,- Comincia Matt alzandosi.-Simo, ti ricordi che dovevamo andare in quel posto a prendere quella cosa di cui ti parlavo prima?- Domanda facendo cento mila occhiolini a Simo, che se non li nota è proprio un coglione.
-Ah, sì è vero! A dopo ragazzi!- Dice alzandosi ed escono nel frattempo è suonata la campanella e tutti si dileguano in classe.
-Allora ci vediamo dopo…- Fa Silver arrivata davanti alla sua classe.
-Veramente noi oggi abbiamo altre tre ore d’inferno per via dei corsi extra di fisica e dobbiamo staccare le cingomme da sotto i banchi…- Rispondo un po’ schifato all’idea di staccare quelle cingomme.-Però possiamo vedere un film stasera…tanto mia madre non c’è mai a casa.-
-Ah, va bene. Allora a stasera…- Dice dandomi un bacio sulla bocca e poi entra in classe.
Evviva, adesso c’è chimica…che palle!

Simo Pov.
Mi aggiro per i corridoi senza meta, in teoria ho matematica adesso ma non mi va per niente, così ho inventato una scusa ed eccomi qua a gironzolare pacificamente.
-Simo!- Mi sento urlare dietro. Mi giro lentamente e mi ritrovo Ashlee.
-Ehi…- Dico con lo stesso entusiasmo di un morto.
-Che ne dici se stasera andiamo a fare un giro?- Domanda tutta emozionata. Svelto, svelto inventa una scusa…
-Ehm, veramente io dovrei andare a casa di Mik a fare i compiti…- Cazzo, questa mi è uscita proprio male, quando mai faccio i compiti?! Lei sospira rassegnata…
-Senti, credi che non abbia capito il tuo gioco? Anzi il vostro gioco? Mi credi davvero così stupida?- Domanda, prendendomi per un braccio e facendomi sedere sul muretto.
-So benissimo perché tutt’un tratto hai deciso di diventare il mio ragazzo. A te non interessa niente di me ma pensavi che così forse avresti potuto parlare con mio padre per la tua band…- Oh, merda, sgamati in pieno. E adesso, cosa le dico!?
-Tu…tu sapevi tutto?- E’ tutto quello che mi esce. Bella mossa, Simo…
-Certo. Ma ci sono stata perché tu mi piaci veramente, sono stata con un sacco di ragazzi e di questo non mi vanto ma nessuno di loro mi è mai interessato veramente…tranne te. E io sono stufa di essere usata come mezzo per arrivare a mio padre, anche io ho dei sentimenti, non sono una stupida bambola da usare e poi buttare via!- Piano, una lacrima le solca la guancia. Mi sento di merda…
-Mi dispiace, ma non voglio più continuare…sono stufa…- Dice piano, asciugandosi le lacrime e andandosene lasciandomi qui, sempre di merda.
Porca vacca, ma io non sono così in realtà, voglio dire non farei mai una cosa del genere a qualcuno, eppure l’ho fatto. Certo, non posso dare la colpa ai miei amici, è stata anche colpa mia…ma siamo arrivati davvero a questo punto?! E sinceramente ho scoperto un lato di Ashlee che non avevo mai visto prima, forse non la conosco veramente e non so nemmeno cosa le piace o no, non so niente di lei.
Sono una gran testa di cazzo.
La campanella che suona mi distoglie dai miei pensieri e mentre tutti i ragazzi si accalcano per uscire, io me ne rimango qui seduto con la stessa faccia da imbecille di prima.
-Ehi, cos’è successo? Sembra che tu abbia visto un fantasma…- Arriva Ricky sedendosi sul muretto accanto a me. Così gli racconto tutto e lui fa la stessa mia faccia shoccata di prima.
-Cos…cioè lei sapeva tutto? Ed è rimasta comunque con te perché le piaci veramente...?!- Domanda incredulo mentre io annuisco.
-Tu non puoi immaginare come mi sento ora…mai stato più di merda di così…- Commento scuotendo la testa.


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La Route 66 è libertà di viaggiare attraverso spazi sterminati, non importa per arrivare dove, ma certi di aver sempre qualcosa di nuovo da scoprire, curva dopo curva...
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CAPITOLO 11-I don't feel very well...

Scuola, in qualche aula dell’istituto, ore 17.15

Ricky Pov.
Era una notte buia e tempestosa, e…non è vero.
Mi sono solo addormentato sotto il banco mentre staccavo cingomme, ma ovviamente il mio pisolino non poteva durare a lungo.
-Ricky! Che fai dormi?!- Ma dai?!
-Ovvio! Mi vedi che sto disteso con gli occhi chiusi, cosa pensi che stia facendo Matt?!- Scusate, ma se mi svegliate all’improvviso sono nervoso e mio fratello lo sa bene.
-Uff…- E Simo che sbuffa ancora. Io non lo sopporto più sto ragazzo è dalle due del pomeriggio che non fa altro che sbuffare, tutto per colpa di quella mangia - uomini chiamata Ashlee.
-Andiamo, Simo. Devi superarlo… voglio dire, hai fatto una cazzata o rimedi o te ne fai una ragione…Dio Santo!- Esclama Mik esasperato, e non ha tutti i torti.
-Già, ha ragione Mik. Devi trovare una maniera per rimediare…- Constata Matt, alzandosi da sotto il banco e con fare pensoso.
-Sì, ma cosa posso fare? Quella non ci uscirà mai più con me…- E questo che si deprime ancora di più, ennà.
-Ho un’idea!- Esclama d’un tratto Matt.
-Spara…- Sentiamo la cazzata…
-Allora so che stasera Ricky si vede con Silver a casa nostra per vedere un film, quindi invitiamo anche Ashlee, ci verrà sicuramente perché c’è Silver e con qualche scusa noi ce ne andiamo tutti e rimarrete voi due da soli e chiarirete tutto!- Ecco, doveva rovinare la mia serata! Sempre di mezzo io ci devo andare, ma tu guarda! Vabè, stavolta è per una giusta causa…lascio correre…
-Beh, sì…non è un’idea cattiva…- Simo ci rimugina su. –A te non dispiace, vero Ricky?- Domanda poi.
-Eh, no tranquillo…- Sospiro rassegnato.
-Ok, perfetto! Che film pensavi di far vedere alla tua donna?- Mi fa Mik. Oh, cazzo non c’avevo pensato.
-Ehm…- Mik mi guarda indignato.
-Cioè, non hai organizzato niente per stasera?- Domanda sempre con la stessa espressione indignata.
-Uffa, ma non posso pensare a tutto! Era una cosa improvvisata…-Mi difendo io mentre Simo scuote la testa.
-Sei un disastro. Allora Ricky tu vai a prendere il film, io e Simo andiamo a prendere qualcosa da bere e Matt ai fornelli…- Oh, no! Matt ai fornelli no!
-Ok, apposto. Che film prendi?- Mi domanda mio fratello. Ma…solo io sono spaventa perché si metterà a cucinare? Chissà cosa potrà mai creare, qualcosa di velenoso o tossico! Beh, a quanto pare sì, solo io.
-Non lo so. Harry Potter?- Domando incerto. E’ il primo film che mi è venuto in mente.
-Ma dai, Harry Potter?! Ma per favore…lo sa pure il gatto ormai che tanto alla fine muore…- Commenta Simo.
-Ma che dici?! Harry non muore…è Ron quello destinato, lo uccide Voldemort…- Risponde Matt.
-Ma che minchiate state sparando?! Lo sanno tutti che è Silente quello che muore e Hermione va con Ron!- Dice Mik, lasciandoli a bocca aperta. Oh, no adesso si apre il dibattito e chi li ferma più…
-Ma…ma…mi hai rovinato il finale…bastardo!- Dice Matt con la faccia da cucciolo bastonato. Ok, è meglio interrompere qua…
-Ok, ok basta! Non me ne frega un cazzo di chi muore o no. Cambiamo film ok!? Che è meglio…- Intervengo io, disperato.
-Va bene, va bene. Allora prendi…uhm…un horror, prendi Shining! E’ sempre bello rivederlo…- Fa Matt, che gli è venuto un evidente colpo di genio.
-Ok, Shining va bene!- Commento io, mi è sempre piaciuto quel film. –Bene allora vado, ci vediamo a casa nostra…ciao!- Dico io andandomene.

Casa dei gemelli, ore 19.30

Matt Pov.
Adoro stare ai fornelli…no, non è vero.
Ma almeno me la so cavare, a differenza di quei tre idioti che non sanno nemmeno come si accende un fornello.
Sto preparando beatamente una bellissima frittata…ok, lo ammetto, è una delle poche cose che so fare, oltre a saper condire l’insalata, saper cuocere la pasta e fare un toast. Impressionante eh?
Dlin dlon
Mh, questo dovrebbe essere Ricky con il film, quell’altri due so usciti un’ora e mezza fa e ancora non sono tornati.
Intanto vado ad aprire la porta.
-Guarda cosa ho trovato!- Esclama Ricky, appena apro, tutto esaltato con un sorriso che va da parte a parte.
-Cosa?- Domando confuso.
-Tenacious D e il destino del rock!- Esclama ancora più esaltato di prima.
-Fantastico! Questo ce lo guardiamo stanotte…quando se ne saranno andati via tutti e possiamo godercelo in pace e carità!- Ottimo!
-Aspetta ma Shining?- Domando spaventato, se non l’ha preso lo uccido.
-Eccolo…- Dice tranquillamente, sventolandomelo davanti la faccia. Fiuu
-Ah benissimo…- Mi allontano dalla porta, solo ora mi sono accorto che abbiamo fatto tutta questa “scenata” davanti a un povero passante, che portava il cane a spasso sul marciapiede e proprio in questo momento stava passando davanti casa nostra e ora ci sta guardando con un espressione mista tra il perplesso e lo spaventato.
Comunque, appena mi allontano dalla porta, Ricky mi osserva e poi scoppia in una fragorosa risata, del tipo: sbudellarsi dalle risate e forse so anche perché.
Dopo 5 minuti buoni di risate ininterrotte, si calma.
-Hai finito?- Domando un po’ scocciato.
-Perché…- Risata –Porti il grembiule di mamma?- E ricomincia a ridere, al che me ne vado facendo l’offeso in cucina.
-Matt…- Lo sento chiamare da di là.
-Non rompermi!- Esclamo mentre riprendo ad armeggiare con padelle e robe varie.
-Matt…aiutami!- Dice con voce dolorante, cazzo, non sta scherzando. Così torno nel corridoio e lo trovo per terra che si tiene la mano sulla pancia.
-Che è successo?- Domando preoccupato.
-Non lo so, mi ha preso una fitta qua…- Dice indicando il punto dove gli fa male, così lo tiro su e lo porto sul divano.
Dopo 5 minuti, il dolore diminuisce.
-Posso tornare in cucina senza il rischio che mi muori qui sul divano?- Gli domando scherzando.
-Sì vai, tranquillo. Adesso sto bene…- Vabè…non mi convince molto ma tanto non è che possa fare granché...

Ricky Pov.
Dio, che dolore quella fitta, niente di più doloroso. Vabè, adesso è passata anche se ho sempre quella sensazione di nausea, ok, non ci pensiamo questa serata deve andare liscia come l’olio.
Dlin Dlon
-Vai ad aprire tu…io ho da fare…- Sbraita Matt dalla cucina…uffa, non mi va.
-Ma io sono infortunato, non posso…- Questa scusa funziona sempre…eccolo che si affaccia dalla cucina con quel suo grembiulino.
-Smettila di fare il coglione, alza il culo e và ad aprire!- Ed eccolo che detta legge. Sbuffo e mi alzo.
Apro la porta e mi ritrovo davanti sia Ashlee che Silver.
-Buonasera care donzelle, vi prego di accomodarvi e di non fare caso alla brutta megera in grembiulino che sta di là…-
-Ricky, vaffanculo. Tappati quella boccaccia se non vuoi che ti infili che questo mestolo…- Dice affacciandosi di nuovo e sventolando in aria quel fottuto mestolo minaccioso…
-Da notare la sua innata gentilezza…- Commento a bassa voce mentre le ragazze ridacchiano e Matt mi guarda male.
Comunque, le faccio accomodare nel divano.
-Hey Ricky, siamo solo noi?- Mi domanda Silver prendendomi per mano e facendomi sedere accanto a lei.
-Eh, no dovrebbero venire anche Mik e Simo ma sono usciti un’ora e mezza fa, non so dove possano essere finiti…- Rispondo guardando l’orologio a forma di gufo di nostra madre (che tra parentesi è davvero orrendo e mette soggezione…).
-C’è anche Simo?- Mi domanda preoccupata Ashlee.
-Perché che è successo tra te e Simo?- Domanda allora Silver, meglio evitare questi discorsi. Così con uno scatto felino, me ne vado da loro e raggiungo mio fratello.
-Che cos’è questa schifezza che stai molto gentilmente preparando?- Osservando la roba gialla in pentola, schifato.
-Per tua informazione, brutto cazzone, questa si chiama frittata e guai a te se…- E veniamo interrotti dal campanello, santissimo campanello!
-Vado ad aprire…- E scappo via prima che quel maniaco di mio fratello, possa fare qualcosa di pericoloso.
Alla porta fortunatamente è Simo e Mik, con la pizza e tanti alcolici!
-Io vi amo ragazzi, davvero, vi amo dal profondo del mio cuore.- Dico abbracciandoli uno per uno mentre ridacchiano.
-Perché? Il genio è all’opera?- Domanda Simo ridendo.
-Oh sì, e sta cucinando qualcosa di giallo che lui sostiene essere una frittata ma non gli crederei sulla parola…- Dico io a bassa voce, se no quello là mi scanna.
-Ok,- Comincia Simo andando verso la cucina…-Fammi un po’ vedere…- Appena Matt esce dalla cucina, Simo scoppia ridere inginocchiandosi per terra, seguito a ruota da Mik.
-Oddio, non…riesco…a…respirare…- Dice Simo tra una risata e l’altra.
Dopo altri 5 minuti si sono tutti calmati e Simo ancora non si è accorto che c’è Ashlee…intanto Matt se n’è tornato in cucina offeso.
-Ok, fammi vedere cosa hai comprato…- Dico io prendendo la busta con gli alcolici…
-Wow, fantastico. Vodka e Bailey…- Commento con gli occhi che luccicano e le porto in frigo e Simo mi segue.
-Oh cazzo, che faccio?- Domanda in panico appena varchiamo la porta.
-Ah allora te ne sei accorto della sua esistenza…- Commento sarcastico mentre metto le bottiglie nel frigo.
-Sì cazzo, che me ne sono accorto. Ma cercavo di far finta di niente per evitare di far vedere al mondo il mio panico…- Risponde sempre più…in panico, appunto.
-Beh, io avrei un’idea…- Dice Matt intromettendosi nel discorso, dopo aver finito di armeggiare ancora quella fottuta frittata.
-Mi va bene qualunque cosa…- Ok, è proprio disperato.
-Allora, ceniamo tranquillamente come se niente fosse e poi voi dovete seguire me. Nel senso, a un certo punto mi alzerò e dirò qualcosa del tipo: hey, Mik andiamo a…eccetera. A questo punto, tu Ricky prenderai la tua Silver con una delle tue solite scuse e te la porterai in camera e non voglio sapere cosa farete; così tu e Ashlee rimarrete da soli e chiarirete e dopo ci guarderemo il film in santa pace…- Beh, mi devo ricredere…è davvero un ottimo piano.
-Perfetto!- Esclama Simo e io annuisco.
-Cosa perfetto?- Ecco Mik che come al solito arriva a discorso concluso e così, Matt gli rispiega tutto dacca…ahia! Istintivamente mi porto una mano sulla pancia, di nuovo quella cazzo di fitta.
-Hey, Ricky tutto bene?- Domanda Simo appoggiando una mano sulla mia spalla.
-Oh no, ti fa di nuovo male?- Domanda a sua volta Matt.
-Vieni siediti qua…- E mi fanno sedere sulla sedia in cucina. Cazzo cane, quanto fa male…
-Ci siamo persi qualcosa?- Chiedono sia Simo che Mik.
-No, è che è da quando sono tornato con i film che mi prendono queste fitte pazzesche sulla pancia e non capisco cosa possano essere…- Dico sempre con voce dolorante.
Bevo un bicchiere d’acqua e dopo 5 minuti passa tutto come prima.
-Hey cosa è successo?- Domandano le ragazze preoccupate, entrando nella stanza. Faccio cenno di non dire niente e Simo se ne esce come al solito con le sue battutine gay.
-Niente, mi si era spezzata un’unghia…- Dice di getto cominciando a mordicchiarsi un’unghia nervosamente; io e i ragazzi lo guardiamo storto…ma è mai possibile dico io?!
-Ma che…niente, scusatelo, è che mi è venuto un giramento di testa e mi sono seduto…tutto qua.- Rispondo io naturale e quelle ci credono e tornano di là.
-Facciamo finta di niente e andiamo a mangiare.- Ordino seguendole e mettendomi seduto attorno al tavolino; poi arrivano gli altri con la pizza e cominciamo a mangiare tranquillamente.

Simo Pov.
Oh, che situazione imbarazzante, Dio Santo…
Matt fortunatamente si è accorto del tutto e attua il suo piano.
-Oh, hey Mik, non è che verresti al bagno con me?- Domanda naturale mentre il diretto interessato lo guarda spaventato e aggiungerei anche preoccupato.
-Perché?- Oddio, che faccia che ha! Ahah…
-Perché ho detto che devi venire in bagno con me!- Esclama Matt con uno sguardo d’odio, al che Mik obbedisce senza fiatare; nel frattempo Ricky che si scambiava dolci occhiate con la sua amata, capisce che si sta attuando il piano e se la svigna anche lui.
-Silver, vieni andiamo in camera mia…- Dice ammiccando e la sua ragazza, sorride e lo segue; e rimaniamo solo io e Ashlee, cosa che è ancor più imbarazzante di prima…lei ha lo sguardo basso…ok Simo, è ora che prendi in mano la situazione.
-Senti Ashlee,- Esordisco catturando la sua attenzione…-Mi dispiace. Sono stato un vero stronzo e veramente io non sono così ma non so perché ho fatto quello che ho fatto, insomma non ho scusanti e non sono molto bravo con le scuse. Però ho scoperto un lato di te che non conoscevo…cioè mi sei sembrata più…vera.- Ecco l’ho detto adesso mi uccide.
-Ma tu non hai mai cercato di conoscermi più a fondo…- Risponde un po’ scazzata e ha ragione.
-Sì lo so e mi sento un vero idiota per questo. Ma, senza offesa eh, da come ti comportavi a scuola non è che ci tenessi molto a conoscerti, mi sembravi una di quelle ragazze superficiali che trovo sempre in giro…- Mi uccide, mi uccide è assicurato.
-Beh, in effetti, io comporto così ed hai ragione ma non voglio mostrarmi per quella che sono in realtà…- Questa non me l’aspettavo.
-Perché?- Domando confuso.
-Perché non piacerei a nessuno, non avrei più tutte le amiche che ho ora…non avrei nessuno…- Risponde amareggiata.
-Non è vero! A me piaceresti così e poi non è vero che non avrai nessuno, ci siamo noi…capisco che non è una compagnia fantastica ma tra noi ci vogliamo un sacco bene e ci aiutiamo in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza, ci hai anche visto a scuola no?! Facciamo le peggio figure del cazzo per salvare il culo a uno di noi…- E dopo questa battutina vedo il primo sorriso sincero di tutta la serata.
-Beh, in effetti con voi non ci si annoia mai…-Commenta ridacchiando.
-E poi se le tue amiche stanno con te solo perché ti comporti così allora saprai anche tu che non sono vere amiche…- Come sei saggio questa sera, Simo…oh, grazie caro. Ma che cazzo sto dicendo?!
-Penso che ora possano andare a farsi fottere, perché ora so che non rimarrò da sola senza di loro…-E dopo questa frase, si avvicina e mi abbraccia.
Ma un battito di mani interrompe tutto…
-E bravi che avete fatto pace!- Esclamano Matt e Mik applaudendo e fischiando come idioti e Ashlee gli tira in un cuscino prendendo Mik in piene palle ma la botta non è stata forte perché si rialza subito, mannaggia!
-Hey, Matt il tuo piano ha funzionato…- Commento io complimentandomi.
-Già, strano…- Dice a sua volta Mik facendo il pensoso…
-Ma smettila…- E Matt gli tira uno scappellotto...come ci vogliamo bene.
-Ricky è ancora di sopra ad amoreggiare con Silver?- Domando io, strano che si è perso questo momento memorabile.
-Sì, bisognerebbe andarli a chiamare…- Risponde Matt e dai nostri sguardi capisce che è proprio lui quello che deve andarlo a chiamare, così sbuffa e sale le scale.
Dopo 2 minuti ritorna…
-Adesso scende…- Dice tranquillamente.
-Niente di spaventoso?- Domanda Mik.
-No, tutto tranquillo…- Mi sembrano due cartoni animati.

Ricky Pov.
Mentre scendiamo le scale, mi riprende il dolore ma faccio finta di niente…non vorrei preoccupare nessuno senza alcun motivo…
Sarà per la roba della mensa di stamattina…ho sempre pensato che ci mettessero dentro cose pericolose…ora posso fargli causa.
Entriamo in soggiorno e tutti ridono e scherzano tranquillamente.
-Hey Ricky sei un po’ bianco stai bene?- Domanda Matt squadrandomi…
-Sì sì…- Rispondo un po’ incerto…mi gira la testa.
-Sicuro?- Annuisco mentre il dolore aumenta e la testa gira ancora di più.
Mi sento più debole del solito…Matt non fa in tempo a portarmi verso il divano che le gambe non mi reggono più e svengo, credo.
E poi il buio più assoluto.


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CAPITOLO 12-A bottle of Jack, please.

Ospedale, ore 23.45

Matt Pov.
Sono due ore che stiamo qua, due fottutissime ore e non c’è un cazzo di dottore che ci dice qualcosa!
Ricky l’hanno portato di corsa in una sala per fare controlli e per farlo rinvenire.
E, porca puttana, ancora non ci hanno detto cosa cazzo ha!
-Hey Matt, calmati per favore, siediti e aspetta...- Mi dice Simo visibilmente in panico.
-No, cazzo, voglio sapere qualcosa!- Sbraito facendo girare metà delle persone nella sala d’aspetto.
Ci sono proprio tutti: Ashlee, Silver, Simo, Mik e persino Cassy. Nostra madre è bloccata in autostrada ed è preoccupatissima, sta facendo l’impossibile per raggiungerci qua.
Silver è preoccupata quanto me, come lo sono anche gli altri.
Finalmente un fottuto dottore esce dalla sala e si avvicina.
-C’è un adulto fra di voi?- Domanda leggendo una cartellina.
-No, ma io sono suo fratello e vorrei sapere cosa è successo a mio fratello...- Rispondo cercando di mantenere la calma.
-Mi dispiace ragazzo, ma devo parlare con un adulto...- Mi fa sempre con quella sua aria da dottore-capisco-tutto-io che mi fa imbestialire.
-Porca puttana, mi dica cosa cazzo ha mio fratello!- Sbraito, facendo girare per una seconda volta tutti quelli nella sala e il dottore mi guarda shoccato.
-Ok, si calmi però per favore. Sta spaventando i nostri pazienti...- Dice preoccupato e finalmente ha smesso di leggere in quella cazzo di cartellina.
-Non me ne fotte un cazzo, mi dica e basta.- Rispondo sempre più incazzato, ma stavolta a un tono di voce abbastanza normale, il dottore sospira e gli altri si avvicinano per ascoltare.
-Allora, suo fratello ha avuto un attacco di appendicite acuta, sarebbe una cosa innocua ma l’appendice si è espansa fino ad arrivare allo stomaco e dobbiamo operare urgentemente altrimenti...- Oddio. Oddio...
-Altrimenti?- Domanda con un filo di voce Mik ma sa già la risposta e la faccia del dottore da la conferma.
-Beh? Allora lo operi...- Rispondo io.
-Sì, stiamo preparando la sala operatoria. Nel frattempo potete andare a visitare il ragazzo, ora sta dormendo.- Detto ciò, ci accompagna fino alla porta della stanza di Ricky e ci lascia lì.
Così un po’ titubanti, entriamo e lo troviamo sul letto, con una flebo attaccata al braccio sinistro e la macchina del battito cardiaco che segna il suo battito regolare…anche se quel bip da davvero sui nervi.
Così mi avvicino al letto e mi siedo sulla poltroncina lì accanto mentre gli altri rimangono sulla soia della porta ad osservare la scena.
Quando tutto sembrava andare per il meglio, ecco ancora la sfiga che ci perseguita e non voglio assolutamente per nessun motivo, perdere mio fratello.
E’ la persona che amo di più al mondo, è il mio migliore amico, è mio fratello, non posso perderlo...senza di lui non so cosa farei.
-Ti prego non mi lasciare...- Sussurro a bassa voce mentre una lacrima solca la mia guancia.
Dopo poco anche gli altri si avvicinano e si siedono sulle poltroncine e i divanetti nella stanza, e aspettiamo pazientemente o che lui si svegli o che lo vengano a prendere per l’operazione.
Ricky dopo un po’, gira la testa e prova ad alzare un braccio per strofinarsi gli occhi ma la flebo glie lo impedisce.
- E questo che cazzo è?-Domanda con la voce impastata dal sonno e dischiude gli occhi per osservarsi il braccio, al che mi viene da sorridere, poiché dimostra come sempre e in ogni occasione la sua grazietta del porco.
Comunque, dopo essersi accorto di dove si trova e di cosa ha sul braccio, apre per bene gli occhi e si guarda intorno.
-Perché sono in questa stanza così triste e amorfa? E voi che ci fate qua? Che è successo? E perché questo coso fa bip?- Ed eccolo che comincia a bombardarci di domande.
-Ciao Ricky, anche a te.- Rispondo io sarcastico, ma felice di vedere che sta bene per ora...
-Ma...ma...ma come ciao?! Ma che cazzo è successo?- Domanda sotto shock.
-Ehm...hai l’appendicite e siccome si è espansa fino ad arrivare allo stomaco, allora ti devono operare d’urgenza...- Rispondo grattandomi la testa, non so come la prenderà.
-Che cazzo dici...- Pensavo che si sarebbe messo a sbraitare, mi considero fortunato.
-Sì, ma non ti preoccupare è una cosa da niente, si fa subito...-Cerco di calmarlo, minimizzando la cosa.
Entra il dottore con la sua solita cartellina e comincia a fare domande a Ricky.
-Allora, la sala operatoria è quasi pronta. Tu come ti senti ragazzo?- Domanda senza distogliere lo sguardo dalla sua cartellina, vorrei tanto sapere cosa c’è scritto là sopra.
-Non lo so, secondo lei? Ho un cazzo di ago infilato nella pelle e mi hanno appena detto che sto per essere operato d’urgenza...come vuole che stia?!- A Simo scappa una risata e il dottore guarda male Ricky ma poi fa finta di niente.
Segna qualcosa nella sua cartellina e poi si mette ad osservare il monitor.
-Molto bene, il suo battito cardiaco è regolare...quando sarà pronta la sala operatoria la verranno a prendere le nostre infermiere...- E così dicendo si dilegua dalla stanza.
-Mmh...infermiere...-Commenta Ricky malizioso, senza farsi sentire dalla sua ragazza.
Comunque, adesso sia Mik che Simo che Silver si sono avvicinati al letto e hanno cominciato a chiacchierare a manetta con Ricky che ride e scherza, per fortuna che sta bene...
Dopo poco, entra nostra madre come una furia e corre verso il letto.
-Tesoro, come stai? Che è successo? Che hanno detto i dottori?- Ed eccola che comincia anche lei con lei domande, adesso capisco da chi ha preso Ricky.
Così gli racconto tutto e nostra madre è più preoccupata di prima, dico anche che se non l’avessimo portato qua in tempo sarebbe morto.
-Oh tesoro, grazie al cielo. Dovete prendervi cura l’uno dell’altro quando io non ci sarò più...- Quando lei non ci sarà più?
-Stiamo parlando di... tra molto tempo...- Dice Ricky, sicuro ma la mamma non annuisce ma abbassa lo sguardo. Ma come?
-Vero?- Domanda allora preoccupato Ricky che si aspettava una risposta positiva.
-Ehm...- E abbassa di nuovo lo sguardo.
-Mamma che sta succedendo?- Domando allora io preoccupato, ma lei non fa in tempo a darci una risposta che arrivano le infermiere e portano Ricky in sala operatoria e il discorso si chiude qui, ma non è finita.

Ricky Pov.
Ouch. Mi risveglio nella mia stanza brutta, triste e grigia. Ci credo perché ogni volta che una persona entra qui gli viene l’angoscia, tu guarda che stanze! Ti fanno venire voglia di suicidarti, ma perché non usano colori vivaci che mettono allegria così quelli sono leggermente più felici e confortati. Mah, valli a capire i dottori poi...
-Allora l’operazione è andata alla perfezione e potrà uscire dall’ospedale domani pomeriggio, ma poi dovrà rimanere qualche giorno a casa e soprattutto, non mangiare cioccolata...il resto può mangiare o bere tutto tranquillamente.- Dice il dottore che si è accorto che mi sono svegliato e magari si sarà anche accorto del mio monologo interiore, vista la mia espressione schifata nell’osservare le pareti della stanza.
-Vuole che faccia entrare qualcuno?- Domanda prima di andarsene.
-Sì, mi mandi mio fratello e mia madre...- Abbiamo un discorso da concludere. Detto ciò, annuisce ed esce dalla stanza e poco dopo entrano Matt e mamma.
-Hey fratello, tutto bene?- Domanda Matt felice di vedermi.
-Sì sì, sto benissimo.-Rispondo io con la sua stessa espressione.
Così si siedono entrambi e cominciano le confessioni.
-Allora mamma, non hai da dirci qualcosa?- Domando io con tono indagatore.
-E’ molto difficile da dire e mi dispiace non avervelo detto prima, ma non sapevo proprio come dirvelo. Sono malata…di cancro, da ormai qualche mese e ho provato a fare la chemio e tutto ciò che era possibile ma non ci sono soluzioni.- Detto questo si mette a piangere.
PAM! E’ stato come un colpo al cuore e non riesco a crederci, non può essere possibile, non lei, non mia madre...non può essere vero.
-E...e adesso?- Domanda Matt in un sussurro quasi impercettibile.
-Starete con vostro padre quando non ci sarò più ma voglio che vi prendete cura l’uno dell’altro.- Dice prendendo ad entrambi la mano e stringendola tra le sue.
-Ma non puoi arrenderti! Non puoi lasciarci così!- Protesto e una lacrima mi scende lungo la guancia.
-Tesoro, ho provato davvero tutto il possibile ma non esiste cura...tutti questi giorni che non sono stata con voi ero in ospedale a provare rimedi su rimedi, senza successo.- Sono…non lo so come sono, non so come mi sento, ho un misto di emozioni dentro di me che non riesco a capire nemmeno io: rabbia, frustrazione, tristezza...di tutto.
Viste le nostre espressioni, nostra madre ci abbraccia entrambi e rimaniamo un po’ così, a goderci i nostri ultimi momenti che ci restano con lei.

L’indomani sera, casa dei gemelli, ore 00.50
Sono tornato a casa finalmente, ma mi sembra di essere all’inferno, nostra madre sta sempre più male, Matt è triste, frustrato e arrabbiato...proprio come me, solo che io non riesco a sopportarlo.
Così, sono qui in camera, seduto in angolo della stanza a pensare e piangere…sì, sembra strano, ma è così.
Piango dalla rabbia, dalla tristezza...piango per tutto quello che è successo e non posso crederci, non riesco a crederci.
Mi avvicino al letto e prendo da sotto di esso, una bottiglia di Jack Daniel’s che tengo qua da una festa di un mese fa, è ancora chiusa e intatta...
So che non dovrei, so che è sbagliato ma so anche che è l’unica maniera per scordare tutto, almeno per stasera, so che domani mattina starò da schifo, che stanotte vomiterò anche l’anima ma non me ne frega veramente un cazzo, non trovo altra soluzione.
La apro, e porto la bottiglia alle labbra e subito sento il liquido che mi scende giù per la gola...e senza accorgermene già me ne sono scolato metà e poi continuo finché non è finita, ma non mi basta...così vado di sotto apro il frigo e trovo le due bottiglie di Bailey e Vodka dell’altra sera e senza pensarci me le porto in camera e mi scolo anche quelle.
Ed ecco il malditesta che si fa sentire ed anche la nausea, ma me ne fotto, per una volta me ne fotto.
Torno nel mio angoletto di prima, porto le gambe al petto e mi prendo la testa fra le mani e non penso più a niente...finché non mi addormento.


COMMENTI!

Edited by BuddyHOLLY; - 21/7/2009, 23:07

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CAPITOLO 13-Give me the paradise, baby.

Casa dei gemelli, ore 15.30
Ricky Pov.
Mi sveglio all’improvviso perché sento un conato di vomito che sale e corri in bagno a vomitare il tutto.
Intanto, mio fratello che si è svegliato, è venuto in bagno.
-Che cazzo fai?- Domanda stropicciandosi gli occhi ed io nel frattempo che mi ero seduto vicino al cesso, lo guardo male.
-Sto giocando a sciarade con il cesso...secondo te?! Sto vomitando, cazzo...- Rispondo acido.
-Hey Ricky sta calmo...- Mi dice lui ed ha ragione.
-Sì, hai ragione, scusa...è che tutta questa situazione...non riesco a sopportarla...- Matt sospira e si siede accanto a me.
-A chi lo dici...non so che fare...- Mi viene da sorridere a pensare a quello che ho fatto stanotte per “superare” la cosa, momentaneamente.
-Io mi sono scolato 3 bottiglie di alcolici...sono ubriaco pappo...- Dico e mi metto a ridere come un coglione mentre mio fratello mi guarda prima perplesso poi si mette a ridere perché io sto ridendo, pensa un po’ quanto stiamo bene...
-Sto per vomitare...- Annuncio e vomito nel cesso e mio fratello mi tiene la fronte.
Andiamo avanti così per un po’ e dopo mi riaddormento in quella posizione scomoda vicino a Matt, oggi non ha scuola essendo domenica quindi rimaniamo nel bagno per un bel po’.

Matt Pov.
Eh, poveri noi, che maldischiena del cazzo che ho.
Ricky è andato a mangiare e io sto qui in sala a contemplare il vuoto e il silenzio, nostra madre è in camera che dorme e ogni giorno viene a farle visita il dottore.
Che situazione di merda, veramente.
Tra poco vengono Simo, Mik, Ash e Silver e dobbiamo dirgli cosa è successo.
Ecco Ricky che entra in salotto ridendo come un pazzo…ah già, non ha ancora smaltito per bene la sbornia e ride per qualunque cosa.
-Perché ridi adesso?- Domando, ormai ne ho sentite di tutti i colori, prima rideva perché non riusciva ad accendere la sigaretta con l’accendino.
-Non lo so...- E giù altre risate, mah.
Dlin Dlon
Ecco gli altri.
-Vado ad aprire...- Annuncia Ricky...Oh no! Non posso permetterlo.
-No!- Urlo saltandogli addosso (letteralmente) e cadiamo entrambi per terra.
-Ma sei scemo?- Domanda sconvolto.
-Sh! Mettiti seduto, vado io ad aprire...- Lui segue i miei ordini e si siede ed io vado ad aprire la porta.
-Hey Matt!- Saluta Simo entrando, seguito dagli altri e vanno tutti in salotto.
-Ciaoo!- Urla di nuovo Ricky andando ad abbracciare tutti. Sarebbe una scena divertente se non pensiamo a quello che gli dobbiamo dire.
-Tutto bene Ricky?- Domanda perplesso Mik.
-Certo! Ovviamente! Perché non dovrebbe?!- Ok, si vede che è euforico, bisogna prendere in mano la situazione.
-Ok, ehm, sì! Allora è meglio che vi sediate...- Dico tornando cupo in volto, gli altri eseguono gli ordini e si preparano ad ascoltare, persino Ricky è tornato serio e gli altri capiscono che è una cosa seria, molto seria.
Così racconto tutto e le loro espressioni sono indescrivibili...
-Oddio, no…non può essere...- Commenta Mik sconvolto. Simo e Mik conoscono bene nostra madre e posso capire come si sentano.
Passano alcuni minuti, nei quali Ricky si alza e comincia a girare per la stanza con fare guardingo e Simo fa cadere per sbaglio il suo cellulare sul tappeto, al che Ricky scoppia a ridere come un matto...
Gli altri lo guardano perplessi e si girano a guardare me...
-Vedo che l’ha presa bene...- Commenta Ashlee.
-Ehm...è ubriaco...- Dico a bassa voce cercando di non farmi sentire da Ricky.
-Ah, ecco. Ma...ubriaco...ubriaco?- Domanda Silver.
-Si è scolato 3 bottiglie di alcol.- Rispondo per dare un’idea e gli altri spalancano la bocca…già.
-Hey! Shh...ti ho sentito eh! Non sono ubriaco, sto benissimo…chi vuole da bere?- Farfuglia Ricky andando verso la cucina.
-No!- Esclamiamo tutti in coro e lui si ferma di colpo e si gira.
-Sto per vomitare...- Annuncia di nuovo.
-Oh no, ancora...- Commento io ma si alza Silver.
-Vado io...- E dicendo ciò, prende Ricky sotto braccio e lo porta in bagno.
-Devo dedurre che non l’ha presa molto bene...- Commenta Simo.
-No, proprio per niente e sapete poi com’è fatto...queste cose non le sopporta...- Rispondo e Simo annuisce.

Ricky Pov.
Vomito anche l’anima mentre Silver mi tiene la fronte.
Si vede che stamattina non avevo finito...
Cazzo che sbornia che ho preso.
-Stai meglio adesso?- Domanda dopo avermi dato un bicchiere d’acqua.
-Sì, credo di sì...- Lei si siede accanto a me, che sto seduto vicino al cesso, e appoggia una testa sulla mia spalla e rimaniamo così per un po’...
-Mi dispiace, Ricky...- Mormora piano, appoggio la mia testa sopra la sua e le prendo una mano.
-Già...anche a me...proprio adesso che avevamo ricominciato ad essere una famiglia felice, ecco la sfiga che ritorna…non posso crederci...- Commento e altre lacrime salate scendono giù per le guancie, Silver se ne accorge e mi abbraccia.
-Grazie...- Le dico in un orecchio.
-Per cosa?- Domanda lei sorridendo.
-Per tutto, mi stai sempre accanto, quando faccio le solite cazzate o mi spacco il naso o in questo momento...tutto.- E ripenso al nostro primo incontro, sotto quell’albero che raccoglievo cartacce e c’era lei...e sorrido a questi pensieri, perché tutto era più semplice prima, andava tutto alla perfezione, nessun intoppo...niente di niente, ma purtroppo, niente dura per sempre.
-A che pensi?- Domanda lei, notando il mio sguardo pensieroso.
-Al nostro primo incontro, sotto l’albero e a me che brontolavo mentre raccoglievo le cartacce per terra...- E ci mettiamo entrambi a ridere, da qui cominciamo a scherzare un po’ su tutto il tempo che abbiamo passato insieme...e quando ci fermiamo un attimo di parlare e ci guardiamo negli occhi, mi viene l’impulso irrefrenabile di baciarla ed è quello che faccio, la bacio con passione come se fosse l’ultimo bacio ma so che non è così, ma so anche che le cose da adesso cambieranno, non so come ne quando ma so che accadrà e quindi voglio godermi questi bei momenti che forse potrebbero essere gli ultimi.
Come sei pessimista Ricky...eh no, cara vocina nella mia testa, non sono pessimista, sono solo realista e la realtà fa schifo, fa davvero schifo...sì, lo so, sembra una frase già sentita mille volte, ma forse l’avrete sentita da gente che dice così solo quando incontra qualche piccola difficoltà ed e questo fottuto ha così paura che non riesce a superarla ma credetemi, so cosa vuol dire quella frase, quella dannatissima frase.
-Qualunque cosa accadrà da adesso in poi, quando mia madre non ci sarà più, ti prego non mi lasciare perché ho bisogno di qualcuno accanto e non so se ce la farei a superare tutto questo...- E in questo momento ho capito quanto sono fragile in realtà, mi credevo forte e che niente mi avrebbe mai turbato...niente, eccetto questo.
-Tranquillo, Ricky, non ti lascerò. Puoi contare su di me...- Detto questo, mi bacia una seconda volta.
E’ vero c’è Matt con me, ma so che lui sarà fottutamente distrutto, come me e nonostante dobbiamo prenderci cura l’uno dell’altro, sappiamo benissimo che sarà molto difficile e abbiamo bisogno dei nostri amici perché in questo momento sono gli unici che non ci lasceranno mai.
Dlin Dlon
Ancora il campanello, ma che è stamattina?!
Matt va ad aprire e si sente qualche discussione e poi vanno in salotto, così io e Silver decidiamo di scendere per vedere chi è.
Appena entriamo nel soggiorno mi blocco all’instante e non posso credere ai miei occhi, in questo momento e meno di due metri di me, si trova il più grande figlio di puttana del mondo, quello che ci ha abbandonato quando eravamo piccoli, quella testa di cazzo che se n’è fregata di noi e di nostra madre per tutti questi anni, quello che ha lasciato nostra madre per una troia che ora è sua moglie...eh sì, avete capito gente, è proprio quello stronzo di nostro padre.
-Cosa cazzo vuoi?- Gli domando rabbioso, certo la rabbia è tutto quello che si merita e Matt mi si avvicina all’istante temendo qualche mia reazione avventata.
-Riccardo, modera il linguaggio…sono qui per parlarvi di una cosa seria e di vostra madre...- Figlio di puttana! Adesso ti sei ricordato di mamma e di noi?!
Così io e Matt ci sediamo sul divano e gli altri sono qui che ascoltano.
-Ehm, ragazzi potete uscire un attimo?- Domanda nostro padre riferendosi ai nostri amici.
-No, loro non se ne vanno da nessuna parte...- Risponde Matt con un tono davvero molto autoritario.
-Ok, come volete. Arrivo subito al punto, quando vostra madre non ci sarà più, ci sarà un funerale e dopo preparerete le valige e verrete con me a Los Angeles.- COSA?! Questo si è fumato il cervello! Io non mi muovo da qua! Gli altri hanno spalancato la bocca e l’espressione mia e di Matt è indecifrabile e nessuno di noi ha proferito parola.
-So che è difficile per voi, qui avete i vostri amici e...- Comincia a blaterare, bla, bla, bla…ma per favore, non voglio ascoltare più niente di quello che esce dalla sua fottuta bocca.
-Sta zitto!- Lo ammonisco io.-Prima cosa, come cazzo ti permetti di venire qui e dirci una cosa del genere, dopo anni e anni che non ti fai vedere e te ne freghi di noi e di nostra madre?- E qui mi interrompe.
-Riccardo, ascolta, io...- Mi sta facendo girare le palle in una maniera incredibile.
-Zitto! Ascolta tu, invece, mettitelo bene in testa perché non te lo ripeto una seconda volta, io anzi noi, non ci muoviamo per nessun motivo al mondo da questo posto e non me ne frega un cazzo se tu sei nostro padre o no, forse sulla carta è così ma per me non sei un cazzo di nessuno, per me sei morto.- Dopo aver sfogato tutta la rabbia, prendo i soldi sul tavolo che avevo lasciato ieri sera e mi dirigo verso la porta.
-Riccardo! Torna immediatamente qui, tu non hai il diritto di parlarmi così!- Urla mio padre dalla cucina.
-Vaffanculo!- Gli rispondo io, aprendo la porta di cosa e la chiudo sbattendo e mi dirigo come un razzo al primo locale della città, il Big Ones.
Mi siedo e ordino un bicchierino di Jack Daniel’s che mi scolo al volo e la barista mi guarda incuriosita.
-Me ne dai un altro?- Le domando e lei esegue subito.
-Posso farti una domanda?- Chiede lei appoggiandosi sul bancone.
-Certo...- Rispondo, scolandomi anche il secondo.
-Cosa ti ha turbato a tal punto da venire qui a scolarti Jack?- Domanda curiosa.
-Un sacco di problemi che vorrei dimenticare.- Rispondo io ripensando a tutta la scenata con mio padre.
-Ho un modo per farlo, seguimi...- La mia coscienza mi dice di non farlo, ma la curiosità è superiore ad ogni cosa, quindi la seguo in una stanzetta dietro il bancone.
-Siediti pure...- Dice appena entro. E’ una stanzetta con luce soffusa, qualche divanetto e un tavolo al centro dove lei sta smuficchiando qualcosa. Così mi siedo, il Jack sta facendo i suoi effetti e non sono molto lucido.
-Che stai facendo?- Domando dopo un po’.
-Ti sto dando il paradiso, baby...- Risponde lei facendo una risatina.
-Ovvero?- Domando di nuovo e lei si gira con una siringa in mano.
-Vuoi dimenticare i tuoi problemi e non c’è niente di meglio dell’eroina...vuoi provare?- Ah, ecco. Io sono la persona più curiosa al mondo e non mi importa le conseguenze della mia curiosità o i rischi, voglio sempre provare emozioni nuove e questa è una di quelle.
-Allora, dammi il paradiso...- Rispondo con il suo stesso tono di prima e lei ridacchia. Stendo il braccio e lei mi infila l’ago nella pelle e dopo qualche minuto, vado in estasi, non mi sono mai sentito così bene in vita mia.
E’ una sensazione fantastica, mi sento in pace con il mondo e improvvisamente tutti i miei problemi sono scomparsi e mi si è aperto un nuovo mondo, per quanto sbagliato possa essere...è estremamente bellissimo.


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CAPITOLO 14-In the tunnel of perdition.

Ricky Pov.
Ore 05.20 Am
Sono ancora sballato e l’eroina fa ancora effetto ma in qualche maniera sono riuscito a tornare a casa e con il massimo silenzio possibile sto salendo le scale per andare in camera mia.
-Ricky…sei tu?- Cazzo, sgamato un’altra volta. La prossima volta devo evitare di fare pensieri del tipo: spero che non mi notino, non devo essere scoperto o robe varie perché puntualmente succede sempre quello che non voglio accada.
La voce proviene dalla stanza della mamma, dannazione, ho svegliato lei e non deve assolutamente vedermi in questo stato, voglio dire sono sballato al massimo, ho gli occhi lucidi e le pupille dilatate…
-Sì, mamma sono io, non ti preoccupare...- Le dico sperando di concludere qui il discorso e nel frattempo mi avvicino alla mia camera che è a pochi passi da me.
-Vieni un attimo qua…voglio parlarti…- Ma...porca puttana, Ricky la vuoi smettere?! E adesso di cosa mi vorrà parlare? Non sono nello stato giusto per un certo tipo di discorsi, ma non ho altra scelta…spero solo di svenirle davanti perché è già successo stanotte. Dopo un po’ che mi ero fatto in vena sono svenuto sul quel divanetto insieme a quella ragazza che sniffava coca. Ma lì c’era di tutto, ogni tipo di droga e quella ragazza è un tossica, si spara di tutto…ma sembra che non ne faccia un problema o è quello che vuole far credere agli altri.
Così vado in camera di mamma che ogni sta sempre peggio e non si muove dal letto, mi fa stare così male vederla lì così.
-Hey…- Sussurro piano, entrando lentamente in camera sua e lei mi sorride.
-Ciao caro…- Dice lei facendomi segno di sedermi sul suo letto. Dannazione, così verrò sgamato a tutti gli effetti, ma faccio finta di nulla e mi siedo.
-Di cosa mi vuoi parlare?- Domando sempre a bassa voce per evitare di svegliare Matt.
-Beh, tuo padre mi ha raccontato della tua reazione al fatto che è tornato qui.- Cazzo, fanculo a nostro padre è un vero coglione, poteva risparmiarsela almeno questa, adesso mamma comincerà a fare il terzo grado e non posso dirle: hey, ho mandato a fanculo mio padre poi sono andato in un bar ho bevuto, mi sono fatto di eroina e sono svenuto insieme a una ragazza tossica e poi non so come sono tornato qui sano e salvo e ancora sballato. Penso che le prenderebbe un colpo!
-Sì, scusa ma io non lo sopporto anche lui…- Al che mamma mi prende e una mano e comincia a parlarmi con quel suo tono così comprensivo che solo una madre può avere.
-Vuole persino che ci trasferiamo da lui! Io non voglio assolutamente muovermi da qua, è casa mia, ci sono nato, ho i miei amici e la mia ragazza…non voglio!- Scandisco bene le parole e più ci penso più mi tornano i nervi di prima.
-Lo so, tesoro, lo so. Ma purtroppo io non ci sarò più e i vostri nonni abitano in Canada e a Miami e direi che sono decisamente troppo lontani e quindi mi dispiace ragazzi, ma non potete rimanere qui da soli e sai benissimo che vostro padre non può trasferirsi qui…ha la sua famiglia a Los Angeles e voi dovete andare con lui. Per favore, fatelo per me…- Per la prima volta nella mia vita il mio cuore è diviso in due parti e non so quale scegliere.
-Non puoi chiedermi questo, mamma ti prego, non puoi farlo…- Non voglio che lei mi veda piangere ma non riesco a trattenere alcune lacrime.
-Per favore, ti chiedo solo questo, so che per te è dura ma voglio che voi facciate questa cosa per me…- Non voglio scegliere ma purtroppo qualcuno lo ha già fatto al posto mio e ormai non posso fare più niente.
-Ok, d’accordo.- Accetto, ormai sconfitto.
-Grazie. Per favore, evitate di maltrattare i figli di vostro padre e soprattutto non siate sgarbati con la moglie, è una persona gentile…- Sì, gentile come una vecchia megera.
-Oh andiamo, è un troietta…- Le dico mentre lei mi guarda indignata.
-Riccardo! Modera i termini!- Esclama sempre con la stessa espressione.
-Sì, hai ragione. E’ una donna di facili costumi…- E ci mettiamo a ridere, quanto mi mancheranno questi momenti con mia madre…
-Hey, che succede?- Domanda Matt appoggiato sullo stipite della porta, mezzo rincoglionito da sonno.
-Niente, parlavamo…- Risponde nostra madre sorridendo amabilmente e racconta tutto quello che ha detto a me a Matt che come, si rassegna e accetta anche lui la proposta.
-Bene, tornate a dormire ora…- Dice alla fine mamma, facendoci una carezza. Io e Matt ci alziamo e mi preparo al terzo grado del mio caro fratellino, infatti adesso entra in camera mia con me.
-Allora?- Domanda mettendosi le mani sui fianchi e studiandomi come solo lui sa fare.
-Allora niente…- Rispondo io, questo è l’effetto della droga perché se fossi stato normale non sarei così tranquillo e Matt se ne accorge, l’unica cosa negativa nell’essere gemelli è che non puoi nascondere niente al tuo gemello perché lui è esattamente come te…non proprio tutto, ma nella gran parte.
-Senti, Ricky so che hai combinato una delle tue cazzate perché sei troppo tranquillo e perché stai mentendo.- E’ incredibile! Vedete?! Lo dicevo io…non gli posso nascondere niente. Ma non gli posso dire che mi sono drogato, devo inventare qualcosa di meglio.
-Ehm…ho bevuto qualche goccetto di Jack Daniel’s…- Rispondo innocente e lui continua a guardarmi con quel suo sguardo indagatore.

Matt Pov.
-Ehm…ho bevuto qualche goccetto di Jack Daniel’s…- Mi risponde innocente, ma non me la racconta giusta e ho una vaga idea di ciò che ha fatto ma non ne sono sicuro. Vado ad accendere la luce della camera così posso osservare meglio.
-Ah!- Esclama coprendosi gli occhi…
-Cosa?- Domando confuso, ma so esattamente perché gli fanno male gli occhi.
-Spegni la luce! Mi da fastidio…- Ma anche no…
-No. Cosa sei un vampiro?- Domando sarcastico e lui si leva le mani dagli occhi un po’ rossi…uhm, occhi lucidi, pupille dilatate…
-Brutto imbecille, sei fatto!- Esclamo mentre lui va sulla difensiva.
-No, non è vero…- Risponde poco convinto, con me non sa mentire come io non so farlo con lui.
-Ma che cazzo ti è saltato in testa?- Domando fuori di me. Che gran coglione! Capisco che è frustrato e tutto quanto, posso capire che ha bevuto un bicchiere di troppo o una bottiglia di troppo, ma la droga è esagerato!
-Non lo so! Ero andato in questo bar, ero incazzato, volevo solo bere poi la barista mi ha portato in una stanza e non ero molto in me e dopo mi ha infilato l’ago nella pelle e subito sono stato meglio…è stata una cosa involontaria…- Dice cominciandosi a rendere conto di quello che ha fatto.
-E poi stamattina mentre tornavo, ho trovato questa in tasca…deve avercela messa lei…- E tira fuori una bustina dalla tasca con della polvere bianca.
-Cos’è? Cocaina?- Domando prendendola in mano e girandola e rigirandola tra le mani.
-Sì, credo. Non lo so, non l’ho provata, quella mi ha dato l’eroina, non lo so…- Farfuglia tutto confuso. In effetti adesso capisco perché l’ha fatto: curiosità. Sì, anche io lo sono e tanto anche, ma so che è sbagliato e non voglio provare, non voglio diventare un tossico e penso neanche Ricky e ora che ha provato una volta dovrebbe essersi tolto la curiosità…spero.
Mentre faccio tutti questi pensieri, Ricky mi ruba il sacchetto dalle mani e lo apre.
-Che stai facendo?- Domando confuso.
-Voglio provare…- Oh cazzo, no.
-No! Ma sei cretino?!- Esclamo rubandoglielo di nuovo, lui mi guarda…e in quello sguardo c’è tutto; è uno sguardo triste, bisognoso di affetto e frustrato e anche arrabbiato perché non può fare niente, deve starsene lì in silenzio e impotente a guardare la persona più importante e a cui vuole più bene, morire davanti i suoi fottuti occhi.
Riprende il sacchetto, si siede davanti al piccolo tavolino nella camera e comincia a fare righe con quella polvere bianca che poi sniffa e subito un sorriso beato gli si dipinge sul volto.
-Vuoi provare?- Domanda fatto e sorridendo. In questo momento non so bene cosa mi stia prendendo, perché non sto dando retta alla mia coscienza o al mio cervello o quello che è. Agisco di istinto e ho deciso di provare quella cosa, se a lui lo fa stare tanto bene perché a me non dovrebbe? Tanto vale provare…
Mi siedo con lui e ci facciamo tre strisce di coca e dopo è come se tutto andasse a meraviglia, nessun problema, niente di niente…è questo l’effetto che fa.

E’ passata una settimana da quel giorno; io e Ricky ormai ci facciamo come se niente fosse e i nostri amici sono molto preoccupati anche se noi non vediamo il motivo della loro preoccupazione.
Sì, è sbagliato, vero? Ma che ci possiamo fare, ormai siamo dentro e siamo stati dei coglioni colossali a entrare in questo tunnel di perdizione, ma ormai è fatta e non abbiamo intenzione di tornare indietro.
Perché? Non lo so, stiamo bene così, forse perché ci sembra la via giusta da prendere anche se sbagliata, forse perché è l’unica maniera per aspettare che tutto finisca senza diventare vegetali giorno dopo giorno e forse è anche perché così ci dimentichiamo del fatto che tra poco tempo dovremmo partire per Los Angeles, lasciare tutti i nostri amici, che nostra madre sta per morire e che il nostro prossimo genitore sarà proprio quello che odiamo di più al mondo.
O forse è per tutte queste ragioni messe insieme; ma che importa, ormai è così che deve andare, cosa possiamo fare noi? Niente.
Ormai tutto quello che possiamo fare è aspettare, aspettare che tutto questo sia finito e ricominciare una nuova vita nella fottuta Los Angeles.
Magari torneremo qua a ritrovare i nostri amici e magari tutto tornerà come prima, come se niente fosse mai accaduto.
Stronzate.
Niente sarà ormai più come prima, tanto vale rassegnarsi.

Ricky Pov.
Cammino, sotto la pioggerellina fresca d’estate, cammino in giro per questa città che non rivedrò più per chissà quanto tempo.
Per quanto piccola, insignificante e schifosa possa essere, io sto bene qui, sarà perché ci sono i miei amici o perché ci sono nato, ma per me è il posto più bello del mondo e non vorrei essere altrove.
Non sto camminando senza meta, cammino perché devo vedermi con Silver che devo dire si sta preoccupando non poco per il fatto che mi faccio di eroina.
Andiamo, posso smettere quando voglio. Tipica frase di un drogato che ormai è dipendente da quella sostanza, e molto probabilmente è quello che è successo a me.
Mi sento una merda per aver trascinato giù con me anche mio fratello, che non voleva ma l’ho convinto.
Comunque sia, ci dobbiamo incontrare al parco perché voleva parlarmi, la cosa non promette bene e se vuole finirla qui, la posso capire anche se mi dispiacerebbe tanto, io non voglio ma è solo colpa mia se dovesse accadere.
Finalmente scorgo il parco e appena arrivato la trovo seduta su una panchina con sua sorella Cassy. Dannazione.
Scommetto che vi chiederete il perché della mia reazione, ve lo racconterò ma premetto il fatto che io non ho fatto niente!
Dunque, mi ero appena fatto in vena e in più avevo sniffato qualche striscia di coca, insomma non stavo al massimo della forma, ero molto sballato.
Fatto sta che stavo camminando tranquillamente per le strade della città e guarda un po’ chi incontro? Cassy.
Lei era perfettamente lucida, non beve, non si droga, niente di niente; così camminavo e lei mi ha fermato e mi ha detto qualcosa tipo: hey Ricky, che ci fai qui in giro di notte? E io essendo completamente andato ho risposto: niente, passeggio. O almeno è quello che ho cercato di dire, ero così fatto che quando parlavo a mala pena mi si capiva.
Poi non so perché mi sono ritrovato con lei in un vicolo che mi baciava molto appassionatamente ma io non rispondevo, e quando mi sono accorto di quello che stava accadendo, l’ho spintonata via e le ho detto qualcosa tipo: che diavolo fai? E poi non mi ricordo ma me ne sono andato e fine della storia.
Non l’ho detto a Silver perché è una cosa da niente e non glie l’ho detto, ma credo che c’abbia pensato qualcun altro.
-Hey…- Le saluto con l’entusiasmo di un bradipo e Silver mi fa cenno di sedermi accanto a lei. Mi sembra di essere in una seduta tipo quelle degli alcolisti anonimi.
Cassy non ha proferito parola e Silver mi ha fatto un cenno, ottima cosa direi.
-C’è qualcosa che dovete dirmi voi due…- Dice appunto Silver, con voce molto minacciosa e io rispondo con un farfuglio.
-Ti sei fatto ancora?- Sbraita guardandomi.
-No, oggi no.- Beh, in realtà mi sono fatto una striscia di coca ma non è niente di che. Silver mi scruta un attimo e poi torna a fissare torva la sorella che dopo un po’, sospira esasperata e comincia a raccontare quello che non volevo raccontasse. Eh già, proprio la storia che ho detto un minuto fa.
-Che cosa?!- Sbraita di nuovo Silver. Oh cazzo, cazzo, cazzo! Abbasso lo sguardo sulle scarpe e prego in tutte le lingue del mondo che non se la prenda con me che per una volta non ho fatto niente.
-Però, non prendertela con lui non ha fatto niente, è stata colpa mia. Lui era così fatto che non penso si ricordi niente, io invece ero perfettamente lucida e sapevo benissimo cosa stavo facendo.- Dice cercando di calmare la sorella che non si è calmata affatto.
-Non so se sono più incazzata con te perché ti droghi o con te perché hai baciato il mio ragazzo!- Esclama incazzata, alzandosi per guardarci meglio in faccia.
-Per favore Silver, calmati. Lo sai che mi piace dal primo superiore…è stata una cosa che ho fatto involontariamente.- Alzo di colpo la testa per osservare Cassy con faccia shoccata, mentre le scende una lacrima lungo la guancia.
Ecco, cominciamo con i pianti…
-Mi dispiace Silver…- Mormoro per spezzare il silenzio che si era creato.
-Per cosa? Non è stata colpa tua…- Dice lei confusa e con voce tremolante.
-Per tutto quello che sto facendo, dovremmo passare quest’ ultimo periodo insieme e invece sto mandando tutto all’aria per via della droga e tutto il resto…- Dicendo così mi alzo e Silver mi si avvicina per abbracciarmi.
-Non fa niente…- Sussurra e ricambio l’abbraccio, finche lo squillo del mio cellulare non ci interrompe.
-Pronto?- Rispondo un po’ seccato.
-Ricky…- E’ la flebile voce di Matt.
-Hey Matt, che succede?- Domando preoccupato.
-…La mamma…è…torna a casa…- Oddio, no. No. No. NO.
Cazzo, no.


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view post Posted on 11/8/2009, 22:48P_QUOTE
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CAPITOLO 15-Funeral Party.

Ore 16.20-Casa gemellare, ehm, dei gemelli.
-Finalmente Ricky, corri vieni su...- Mi dice Matt non appena mi presento sulla soglia della porta ancora con il fiatone per la corsa appena fatta dal parco. E vi assicuro che non è tanto vicino da casa mia.
Salgo su per le scale e trovo il dottore che viene a visitare nostra madre giornalmente, che esce dalla porta della sua camera e ci fa cenno di entrare.
Quando entriamo, mamma è messa peggio del solito, respira a fatica e ha gli occhi chiuse come se facesse fatica a tenerli aperti.
-Ragazzi avvicinatevi.- Ci dice nostra madre, facendoci un cenno con la mano; noi eseguiamo subito e ci sediamo sul letto.
-Mamma...- Sussurra Matt con una voce così bassa che si fa fatica persino a sentire.
-Ragazzi, mi sa che è arrivato il momento...- Dice lei, prendendoci le mani e stringendole tra le sue.
-No, ti prego, no mamma non ci puoi lasciare!- Dico io mentre comincio a piangere come un bambino, era da tanto che non piangevo così e non credevo ci sarei riuscito ancora. Già, da quando nostro padre se n’è andato, ho pianto così tanto che credevo mi si fossero finite tutte le lacrime e non ho pianto più da allora...o almeno non così.
-Mi dispiace di non essere stata per molto tempo la madre che volevate, mi dispiace se vi ho trascurato tutto questo tempo, mi dispiace non avervi detto niente prima e mi dispiace che proprio quando sembrava andare per il meglio, io vi devo lasciare…mi dispiace.- Al che comincia a piangere anche mio fratello.
-Non ti devi dispiacere per niente, sei stata fantastica come madre e noi ti vogliamo tanto bene.- Dice Matt con voce tremolante mentre io annuisco in maniera quasi convulsiva.
-Anche io vi voglio tanto bene ragazzi, siete la cosa più bella che mi sia capitata nella vita...- Ci stringiamo tutti e tre un grande abbraccio, l’ultimo...
-Mi raccomando, siate felici e andate avanti anche senza di me e sappiate che rimarrò sempre con voi, nei vostri cuori...- Detto questo ci da una carezza e chiude gli occhi e questa volta sarà per sempre.
Non riesco a definire bene come mi sento, so soltanto che la persona più importante della mia vita se n’è andata per sempre e non so davvero come farò senza di lei, è vero c’è mio fratello, ma nostra madre era un esempio guida per noi, era il nostro albero maestro e senza di lei ci sentiamo persi.
Ecco, come mi sento: perso.
Vado in camera e mi racchiudo nell’angolo più buio di essa, lo stesso angolo dove mi sono ubriacato e mi sono fatto per giorni, e quest’oggi farò esattamente la stessa cosa.
Dopo un po’ bussa anche Matt alla porta, con la mia stessa faccia sconvolta e rigata dalle lacrime e si siede nell’angolino buio insieme a me.
Ci prepariamo la nostra dose di eroina e ci sballiamo insieme, dato che da adesso tutto quello che faremo lo faremo insieme, perché siamo una famiglia: io e mio fratello, siamo rimasti in due e ci aiuteremo sempre a vicenda, qualunque cosa accada nessuno dei due abbandonerà l’altro.

Matt Pov.
E’ passata una settimana dalla morte della mamma e in questa settimana ne sono successe di cose.
Nostro padre si è trasferito momentaneamente a casa nostra per organizzare il funerale di nostra madre, nel frattempo io e Ricky ci siamo un po’ staccati dall’eroina diminuendo giorno per giorno le dosi, perché eravamo arrivati a un punto in cui non ne potevamo fare a meno e per questo Ricky ha quasi perso la sua ragazza.
Quindi abbiamo deciso di diminuire. Ma perché non lasciar perdere definitivamente? Chiederete voi, beh il perché è semplice, è il nostro piccolo rifugio, se così vogliamo chiamarlo, da tutti i problemi che ci circondano. Sembra strano ma è così...
Comunque, in questa settimana ci siamo tirati un po’ su, sì insomma sembra difficile ma grazie all’aiuto dei nostri amici piano piano ce la stiamo facendo un po’ ... peccato che tra poco dobbiamo partire, per quella cazzo di Los Angeles.
Adesso stiamo al parco con gli altri a cazzeggiare e domani ci sarà il funerale e abbiamo deciso di invitare anche Simo e Mik perché la conoscono da un sacco di tempo nostra madre, e Silver perché serve da supporto morale per Ricky e poi Ashlee perché ormai sta sempre con noi, fa parte del gruppo e non è più l’ochetta snob che tutti conoscevamo, si è rivelata una ragazza molto simpatica e molto fuori di testa, come tutti noi d’altronde.
-Hey Matt, aiutaci a buttare Mik dentro la fontana! Pesa tre quintali!- Sbraita mio fratello che cerca di tenere in braccio insieme a Simo, Mik per buttarlo nell’acqua. Eh, povero Mik...ma non resisto quindi vado anche io!
Mentre le ragazze ci guardano ridacchiando, noi cerchiamo ancora di buttare quel disgraziato dentro quella fottuta fontana ma si ribella.
-E smettila di ribellarti! Fatti buttare dentro!- Esclama Simo che stavolta lo prende per le gambe.
-Ma anche no!- Ribatte Mik, sgusciando tra le braccia di Simo come una lontra.
-Basta ci rinuncio...- Dice Ricky mollando la presa e facendo cadere Mik per terra e da un’inculata di quelle clamorose.
-Porca troia! Ricky!- Esclama Mik maledicendo Ricky in tutte le lingue del mondo e quest’ultimo lo deride come solo lui sa fare.
C’è molta allegria nell’aria, nonostante tutto e ci stiamo anche divertendo. Meglio così, rimandiamo la tristezza a domani.
Finita la battaglia senza nessun vincitore ci sediamo sotto l’albero a chiacchierare, mentre Ricky e Silver si scambiano effusioni come loro solito, noi spariamo le solite cazzate come nostro solito.
Che bella giornata.

Ore 10.30-Funerale
Ricky Pov.
Il giorno tanto temuto è arrivato e dopo un’ora e mezza in chiesa, siamo di nuovo all’aria aperta.
Anzi stiamo facendo la processione dietro il carro funebre, tutti vestiti rigorosamente con giacca e cravatta che io non porto dalla Cresima.
Ma la cosa orribile, non è tanto questa del funerale ormai io e Matt ci siamo fatti una mezza ragione e come ha detto mamma, stiamo andando avanti per la nostra strada; comunque, la cosa orribile è che tra tre giorni dobbiamo andarcene e lasciare tutte le persone che ci sono state accanto in questo periodo così triste e buio.
Devo prendere una decisione molto importante prima di partire, anzi credo di aver già scelto cosa fare, e so già che una volta fatto me ne pentirò amaramente ma è l’unica cosa da fare.
Prima di partire dovrò lasciare Silver, nel senso rompere la nostra relazione perché non posso illuderla che potrà andare avanti anche quando sarò a Los Angeles e non posso illuderla che tornerò a trovarla o che il nostro “amore” possa continuare in eterno (cosa alquanto strana per me), le farei solo del male e non voglio che soffra. Anche se lasciandola così soffrirebbe comunque, ma quello che non voglio è illuderla perché porterà ancora più dolore.
Tanto vale fare un taglio netto.
Buffo, sto facendo questi pensieri mentre seguo un carro funebre al funerale di mia madre, bah che roba.
Ma non sono il solo che fa questi pensieri, basta vedere la faccia di mio fratello, per me sta pensando a cosa si prova a fare il bagno nudi in una vasca di ghiaccio oppure, cosa molto più probabile, a una maniera per fuggire dal funerale e da tutti i parenti che verranno a farti le condoglianze.
C’è di buono che sono venuti da Miami i nostri nonni preferiti, ovviamente quelli materni, che a differenza degli altri si sono sempre preoccupati di come stiamo e cose del genere e almeno una volta al mese ci sono sempre venuti a trovare.
Chuck e Rose si chiamano, quelli che quando eravamo piccoli ci facevano ascoltare sempre la musica dal loro giradischi, tipo Beatles, Rolling Stones o Led Zeppelin, infatti sono stati loro a farci conoscere il rock e mi hanno comprato la mia prima chitarra e a Matt la sua prima batteria.
Quando eravamo piccoli e per farci addormentare ci facevano ascoltare le canzoni di Bon Jovi oppure la canzone Stairway To Heaven, che ci faceva da effetto ninna-nanna.
Che grandi, li abbiamo sempre adorati e li adoriamo tuttora. Preferisco di gran lunga andare ad abitare con loro piuttosto che stare con quel cazzone di nostro padre.

Dopo aver seppellito nostra madre, c’è la cena del funerale.
Mah, queste cene post-funerale mi hanno sempre dato l’impressione che si festeggi perché è morto una persona, secondo me dopo il funerale si torna a casa e fine.
Che senso ha una cazzo di cena?
E comunque, il desiderio di nostra madre era quello di essere cremata e di dare le sue ceneri un po’ a noi e un po’ ai suoi genitori ed era quello che volevamo fare io e Matt.
Ma no! Quello stronzo di nostro padre ha preferito fare un fottuto funerale con una cazzo di cena a seguito!
-Tesoro!- Sento chiamare e una mano che si appoggia sulla mi spalla.
-Nonna!- Esclamo appena mi giro e mi ritrovo nonna Rose davanti e l’abbraccio subito.
-Cose stai caro?- Mi domanda sempre con quel suo tono così comprensivo che solo le nonne sanno fare.
-Eh...meglio rispetto a una settimana fa.- Rispondo mentre la nonna annuisce e mi accarezza una guancia.
-Dov’è tuo fratello?- Domanda poi guardandosi intorno.
-Dovrebbe essere di fuori con i nostri amici, sta sicuramente architettando qualcosa per fuggire da questo inferno.- Dico ridacchiando pensando a Matt.
-Tipico di tuo fratello.- Risponde la nonna, ridacchiando anch’essa. Quant’è bello parlare con lei, puoi dirle tutto e lei ti appoggerà sempre.
-Questo buffet fa schifo! Non ci sono nemmeno i gamberetti...- Sentenzia nonno Chuck spuntando da non so dove con un crostino in mano.
-Caro, se devi dire certe cose non urlare così ai quattro venti, dille almeno sotto voce...- Risponde la nonna a voce più bassa e io che rido come sempre. Guardare loro è come guardare le comiche, non ti stanchi mai con loro.
-Hey Ricky! Come va con il tuo gruppo?- Domanda nonno accorgendosi della mia presenza.
-Benissimo, ma ci stiamo per lasciare, dato che dobbiamo andare in quella cazzo di Los Angeles.- E ogni volta che ci penso, mi fa venire rabbia.
-Bah! A fanculo quello stronzo di vostro padre!- Ecco la grazietta del porco di nonno, forse ho capito da chi ha preso Matt.
-Chuck! A bassa voce, santo cielo!- E la nonna che lo rimprovera. Tipico...
-Sì sì, scusa. E’ arrivato quel cretino del mio genero cioè tuo padre, vado a dirgliene quattro per questo cibo scadente.- Anche questo, tipico di nonno Chuck.
-Oh no, Chuck! Torna subito qua!- Esclama nonna, cercando di fermarlo.-Vado a vedere che combina, ci vediamo dopo caro.- Dice dandomi un bacio sulla guancia.
-Ok, ciao nonna!- La saluto e vado dagli altri.
Li trovo che come al solito cazzeggiano sotto un albero.
-Hey Matt! Ti cercavano nonna Rose e nonno Chuck...- Gli dico mentre mi siedo sotto l’albero.
-Ah sì, ci ho parlato prima.- Risponde tranquillo.
Passiamo così tutto il resto del pomeriggio e una volta a casa, mi preparo psicologicamente per domani e per quello che dovrò dire a Silver.


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